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In questo articolo andremo a parlare del Giro delle Fiandre, la classica belga più amata dai tifosi per la bellezza del territorio fiammingo in cui si corre e per le sfide epiche che negli anni l’hanno reso celebre.

Il Fiandre, così come viene chiamato, è una delle cinque Classiche Monumento del calendario UCI insieme alla Milano-Sanremo, la Parigi-Roubaix, la Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia.

Si disputa di regola la prima domenica di aprile ed è per calendario la prima corsa della “campagna del nord” che comprende le gare del pavé e le cotes delle Ardenne fra Francia, Paesi Bassi e ovviamente Belgio.

peter sagan sui muri di pave delle fiandre

Sui muri di pavé del Giro delle Fiandre si sono dati battaglia i più grandi campioni del ciclismo.

Tratteremo la storia e i campioni della corsa che ogni anno attira milioni di tifosi sulle strade e davanti la televisione per assistere “all’università del ciclismo”. I ciclisti che hanno tagliato il traguardo a braccia alzate sono i migliori delle loro epoche: per trionfare sui muri in pietre bisogna avere numerose qualità tra cui forza, coraggio, potenza e spirito di squadra, chi vince non lo fa mai per caso.

Scopriremo i corridori che hanno reso celebre la manifestazione fin dai suoi albori, dal dominio belga, dal 1913 alla Seconda Guerra Mondiale, al trionfo di Philippe Gilbert lo scorso anno, passando per la tripletta di Fiorenzo Magni, le vittorie del Cannibale Eddy Merckx, i successi italiani degli anni 90 e le sfide tra Tom Boonen e Fabian Cancellara nell’ultimo decennio.

In fondo all’articolo troverete anche l’albo d’oro del Giro delle Fiandre con tutti i vincitori anno per anno, oltre alla descrizione dettagliata di alcune epiche salite come l’Oude Kwaremont, il Kapelmuur e il Paterberg.

tifosi bevono birra belga al giro delle fiandre

Il tifo durante la corsa è sempre molto caldo, anche grazie alla birra belga che scorre a fiumi!

Dalla fondazione nel 1913 alla prima guerra mondiale

Quella del 1913 fu la prima storica edizione della Ronde Van Vlaanderen, così come viene chiamata in fiammingo. Venne ideata dal giornalista Karel Van Wynendaele, fondatore del giornale Sportwereld che disegnò un percorso di 324 chilometri che toccava tutte le località più belle della nazione.

Parteciparono alla durissima corsa solo 37 corridori, tra questi si laureò vincitore Paul Deman, idolo di casa, che nel 1920 trionfò anche a Roubaix e alla Parigi-Tours.

L’anno successivo, seconda e ultima edizione prima della Grande Guerra, a tagliare il traguardo a braccia alzate fu Marcel Buysse che l’anno precedente aveva vinto sei tappe al Tour de France. Purtroppo per il corridore, egli vide la sua carriera interrotta proprio a causa del conflitto mondiale, e al ritorno alle corse non riuscì a riconfermarsi.

Come detto in precedenza il Giro delle Fiandre ebbe uno stop di quattro anni dal 1915 al 1918: il Belgio in questi anni subì l’invasione tedesca e numerosi scenari di battaglia. Si riprese nel 1919 con la vittoria di Henri Van Leerberghe, l’unico a interrompere il continuo successo di corridori belgi fu lo svizzero Henri Suter nel 1923 che in nove ore e sedici minuti completò i 243 chilometri intorno a Gand.

Fino al 1948 la corsa fu ad appannaggio di fiamminghi e valloni con la vittoria, ogni anno, di corridori diversi, nessuno riuscì ad affermarsi più di una volta nei primi anni della manifestazione; il primo fu Romain Gijssels che confermò la vittoria del 1931 nel 1932.

Dal ’32 al ’39, primo anno della Seconda Guerra Mondiale, non si ebbero padroni e il conflitto non fermò la corsa che continuò anche nei durissimi sei anni di battaglia. Furono anni difficilissimi per la nazione, ma il Giro delle Fiandre era ufficialmente entrato nel cuore della gente che fece di tutto per assistere alle edizioni nei primi di aprile.

Negli anni della guerra si affermò Achiel Buysse, egli trionfò ben tre volte, nel 1940, nel 1941 e nel 1943. Il belga non vinse tantissime corse in carriera, ma venne ricordato per essere il primo corridore ad aver dominato per tre edizioni i muri delle Fiandre.

Da ricordare la prima presenza di Alberic Shotte nel 1940, il ciclista vanta il record di partecipazioni alla Ronde, ben venti edizioni contornate da due vittorie nel 1942 e nel 1948, due secondi posti e quattro terzi posti.

Post Guerra e gli anni di Fiorenzo Magni

La fine del conflitto non cambia i protagonisti delle ultime edizioni, Rik Van Steenbergen che aveva già trionfato nel 1944, bissa il successo due anni dopo, a sottolineare come ancora dopo 30 anni i belgi erano i padroni indiscussi della corsa. Rik non era un corridore qualsiasi, è il quarto di sempre per numero di gare vinte, con ben tre campionati del mondo, una Milano-Sanremo e due Parigi-Roubaix, oltre che a svariate tappe nei tre grandi giri nel palmarès.

L’aria stava però cambiando: negli anni successivi i belgi dovettero soccombere più volte a campioni stranieri, tra i quali il “leone delle Fiandre” Fiorenzo Magni, l’unico a vincere per tre volte consecutive la Ronde (1949, 1950 e 1951). Il toscano fu totalmente padrone delle edizioni da lui conquistate, riuscendo a imporsi sia in volata che per distacco: ben cinque infatti furono i minuti inflitti a Bernard Gauthier nel ’51.

Non solo l’Italia a vincere con Magni, il grande rivale di Fausto Coppi e Gino Bartali, ma anche l’Olanda con Wim van Est (1953) e  la Francia per due anni consecutivi, ’55 e ’56, con Louison Bobet e Jean Forestier, i capitani delle due vittorie.

Alla fine del decennio ci fu invece il primo dei due successi di Rik Van Looy (1959). Il belga, dominatore assoluto delle corse di un giorno a cavallo tra anni ’50 e ’60, vinse due campionati del mondo e fu il primo a conquistare tutte le cinque classiche monumento.

primo vincitore e magni al giro delle fiandre

Deman, trionfatore della prima edizione Magni, vincitore di ben 3 edizioni consecutive negli anni Cinquanta.

Gli anni ’60 e l’inizio dell’era Eddy Merckx-Eric Leman

Negli anni ’60 il Giro delle Fiandre non ebbe padroni: dal successo di Tom Simpson, primo e unico inglese a vincere la corsa, a quello di Walter Goderfoot del ’68 ci furono sempre corridori diversi sul traguardo di Gand; tra questi spicca anche il successo di Dino Zandegù.

La vera sfida iniziò nel 1969, quando Eddy Merckx ed Eric Leman lottarono fino all’ultimo metro per vincere alla Ronde. I due corridori belgi battagliarono fino al 1975, l’anno del secondo successo del Cannibale. Furono anni di corsa bellissimi, ma forse per l’unica volta il campione dovette soccombere a un avversario, lo strapotere sul pavè di Leman che conquistò il Fiandre per ben tre volte (1970, 1972 e 1973) lo lasciò più volte con la bocca asciutta.

A mettere il bastone tra le ruote a Leman e Merckx furono due olandesi, Evert Dolman e Cees Bal, gli unici a prevalere sui due rivali, anche a causa del loro eccessivo controllo in corsa.

Da sottolineare però anche l’ottima prestazione dei nostri Felice Gimondi e Marino Basso che nel 1969 si arresero solo nella giornata di grazia del Cannibale, il quale li superò attaccando fin dai primi chilometri e dando oltre cinque minuti al secondo classificato.

L’eterna sfida tra belgi e olandesi

Abbiamo visto come il Giro delle Fiandre sia una sfida chiusa quasi solamente a belgi e a olandesi che si trovano più a loro agio nei durissimi muri lastricati. Dal 1968 al 1989 infatti le due nazioni si sono spartite le ventidue edizioni, senza lasciare la possibilità di portare il trofeo al di fuori dei confini del territorio.

Furono anni di intense sfide, ci provarono in tanti a mettere le ruote davanti a quelle dei mostri sacri belgi e dei coraggiosi olandesi tra cui Francesco Moser, Sean Kelly, Phil Anderson ma tutti si dovettero accontentare solo del podio.

I belgi continuarono con i loro successi affidandosi a Walter ed Eddy Planckaert (1976 e 1988), Roger De Vlaeminck (1977), Walter Goderfoot (1978) ed Eric Vanderarden (1985) solo per citarne alcuni, mentre i cugini olandesi dominarono con Jan Raas (1979-1983), Hennie Kuiper (1981) e Adrie Van der Poel (1986), padre del campione di ciclocross Mathieu e genero di un altro grandissimo quale Raymond Poulidor.

Eddy merckx al giro delle fiandre

Roger De Vlaeminck e Eddy Merckx, 2 grandi dominatori degli anni Sessanta e Settanta che però faticarono a trovare il guizzo vincente al Giro alle Fiandre, vincendolo solo una volta.

Il ritorno degli italiani e i duelli con Museeuw

Gli anni ’90 sono stati sicuramente gli anni più prolifici per i colori italiani, è in questo decennio infatti che il Giro delle Fiandre è entrato nei cuori dei tifosi azzurri.

Il 1990 venne aperto dalla splendida vittoria di Moreno Argentin in volata contro il padrone di casa Rudy Dhaenens. Fu una giornata di grazia per il veneto, egli si è sempre comportato ottimamente al nord, vinse in totale quattro Liegi-Bastogne-Liegi, ma mai si era dimostrato competitivo sul pavè. Dopo il trionfo a Meerbeke divenne uno dei corridori più vincenti del ciclismo italiano.

I belgi ovviamente non ci misero molto a tornare a vincere la loro corsa, già l’anno successivo trionfarono con Edwig Van Hooydonck, già vittorioso nel 1989. Con Johan Museeuw nel 1993 invece erano tornati i padroni indiscussi della Ronde. Il corridore fiammingo era uno dei migliori interpreti delle pietre del decennio, vinse tre volte il Fiandre (1993-1995-1998) e tre volte la Roubaix, non a caso gli venne assegnato il soprannome di “leone delle Fiandre”, lo stesso di Fiorenzo Magni.

Per sua sfortuna, il fenomeno belga si trovò ad affrontare delle giornate in cui più volte gli sbarrarono la strada verso il record di vittorie, il primo, nel 1994, fu Gianni Bugno.

Il corridore di Monza aveva sempre ricoperto un ruolo di secondo piano nelle corse del pavé, non si sentiva neppure capace di competere con i migliori. Quell’anno però corse in maniera perfetta, restò incollato a Museeuw sui muri, resistette ai suoi continui scatti all’ingressi dei settori in lastricato e infine lo batté in volata passando per primo sul traguardo.

Nel 1996 Museeuw dovette invece arrendersi a un altro azzurro, Michele Bartoli, che da solo giunse sulla linea d’arrivo con 55 secondi di vantaggio su un compagno di nazionale, Fabio Baldato, battuto l’anno prima in volata proprio dal belga.

Anche le due edizioni successive videro i nostri corridori tra i migliori, nel 1997 vinse il danese Rolf Sorensen con il rimpianto Franco Ballerini al terzo posto, mentre nel 1998 il tris di Johan Museeuw è arrivato in faccia all’attuale direttore sportivo Astana Stefano Zanini.

Gli anni 2000 e l’inizio dell’era Tommeke

Il nuovo millennio non poteva aprirsi meglio per belgi e italiani, a eccezione della vittoria tedesca di Steffen Wesemann nel 2004, le due nazioni si spartirono le vittorie fino al 2009.

Andrei Tchmil si impone nel 2000, ma il Belgio è costretto nei due anni successivi a guardare dal basso verso l’alto gli azzurri.

Nel 2001 ci fu la volata imperiosa di Gianluca Bortolami, mentre l’anno successivo Andrea Tafi anticipa tutti e trionfa in solitaria a Meerbeke davanti all’ormai non più giovanissimo, ma sempre protagonista, Johan Museeuw.

Nel 2003 invece i belgi tornarono a vincere con Peter Van Petegem che bissa il successo del 1999, scattando e beffando tutti sul Muro di Grammont.

Ma è il 2005 l’anno della svolta, una nuova epoca ciclistica iniziò proprio in quella edizione del Giro delle Fiandre, quando un giovanissimo Tom Boonen riuscì a conquistare sia la Ronde che la Parigi-Roubaix. Il fiammingo riuscì facilmente a staccare gli avversari su un tratto pianeggiante giungendo al traguardo con 35 secondi di vantaggio su Andrea Klier.

L’anno successivo Tommeke tornò da assoluto favorito e non tradì le aspettative: attaccò addirittura sul Koppenberg a 70 chilometri dall’arrivo per spezzare il gruppo e sul Valkenburg per dare il colpo finale. In volata, sapendo sfruttare le sue doti da sprinter, mise le ruote davanti all’unico superstite di giornata, Leif Hoste.

Il 2007 sorrise invece ai colori italiani, anche se fu l’ultima vittoria di un azzurro al Giro delle Fiandre: dopo 11 anni infatti non siamo riusciti ancora a trovare un ciclista in grado di competere con i migliori specialisti del pavè. Quell’anno vinse un eterno Alessandro Ballan, sempre in volata contro il povero Leif Hoste, battuto anche l’anno precedente.

Ancora una doppietta belga nel 2008 e 2009, stavolta protagonista Stijn Devolder, mentre nel 2010 si affacciò la figura di Fabian Cancellara che iniziò una lunga sfida contro Tom Boonen, il quale nel frattempo aveva avuto problemi di doping.

Fu una vittoria imponente quella dello svizzero, arrivò con oltre un minuto di vantaggio sul più quotato avversario. Era il segnale che negli anni successivi ne avremmo viste delle belle sia al Fiandre che alla Roubaix.

ballan e boonen sul pave delle fiandre

L’ultimo italiano a vincere il Giro delle Fiandre è stato Alessandro Ballan nel 2007: interruppe la serie di 2 vittorie di Boonen.

Gli ultimi anni del Giro delle Fiandre

Gli anni ’10 del 2000 si aprono con l’ennesima vittoria belga, stavolta segnata dalla volata lunga volata di Nick Nuyens su Sylvain Chavanel e Fabian Cancellara.

Le edizioni più belle furono però le tre successive: nel 2012 Tom Boonen fece il tris anticipando i nostri Filippo Pozzato e Alessandro Ballan nello sprint di Oudenaarde dopo l’attacco di quest’ultimo sul vecchio Kwaremont.

Nel 2013 e nel 2014 ci furono i due trionfi consecutivi di Fabian Cancellara che portò a tre le sue vittorie alla Ronde, il primo in solitaria davanti a un giovanissimo Peter Sagan che già dimostrava un gran feeling con la corsa, l’anno successivo in volata nonostante Greg Van Avermaet che sulla carta era decisamente più veloce di lui.

Alexander Kristoff nel 2015 regalò la prima vittoria al Giro delle Fiandre alla Norvegia, mentre 365 giorni dopo, in maglia di campione del mondo, Peter Sagan trionfa sulla linea del traguardo, vendicandosi sul rivale Fabian Cancellara dopo la dura sconfitta del 2013.

peter sagan vince il giro fiandre 2015

Il 2015 è l’anno di Peter Sagan che conquista il suo primo successo tagliando il traguardo su una ruota.

Il capolavoro però è stato disegnato lo scorso anno, un’impresa d’altri tempi che ha fatto ricordare ai nostalgici i tempi passati. La Quickstep di Boonen alza il ritmo già ai meno 95 dal traguardo e il gruppo si spezza con Sagan e Van Avermaet che restano nelle retrovie. A 55 chilometri da Oudenaarde ecco il forcing di Philippe Gilbert che parte solo, con tutto il gruppo a inseguire. Quella del vallone è una cavalcata imperiale, sembra inarrestabile e non si volta mai a vedere il plotone dietro di sé. Gilbert arriva poi all’arrivo in trionfo davanti il suo pubblico con 30 secondi sul gruppetto di quattro regolato da Van Avermaet.

Sebbene noi italiani non vinciamo dal 2007 con Ballan, restiamo comunque in seconda posizione nella classifica di vittorie per nazioni, con 10 successi totali, dietro solo all’irraggiungibile Belgio a quota 69.

A distanza ravvicinata ci seguono i Paesi Bassi con 9 vittorie, nonostante l’ultimo successo di un olandese risale addirittura al 1986, e leggermente più staccata la Svizzera che con Cancellara ha vissuto il suo decennio d’oro.

In quinta posizione troviamo la Francia con tre vittorie, mentre la Germania si ferma a due, le squadre a quota uno sono invece quattro (Regno Unito, Danimarca, Norvegia e Slovacchia).

Per quanto riguarda le vittorie individuali nessuno si trova in solitaria in prima posizione, il primato è infatti diviso tra sei corridori diversi, tutti fermi a tre successi (Buysse, Magni, Leman, Museeuw, Boonen e Cancellara).

podio dell'edizione 2017 del giro delle fiandre

Il podio 2017 del Giro delle Fiandre: Gilbert vince davanti a Van Avermaet e Terpstra.

Il percorso della Ronde Van Vlaanderen

Il tratto caratteristico del Giro delle Fiandre sono i durissimi muri in pavé che ogni anni decidono le sorti della corsa.

Le città di partenza e arrivo sono cambiate nel corso degli anni : Gand, Sint Niklaas, Bruges e nell’ultimo anno Anversa per il chilometro zero, mentre sempre Gand, Wetteren, Meerbeke, Ninove e Oudenaarde per il traguardo finale.

Negli ultimi anni il percorso della Ronde è stato di circa 250 chilometri nei quali si affrontavano tra i 15 e i 18 muri, alcuni anche per più di una volta. Il più famoso è sicuramente il Kapelmuur o Muro di Grammont, celebre per la sua cappella cristiana al termine della ripida ascesa. La salita è di poco più di un chilometro ma la pendenza media al 9% e i tratti al 20%, uniti allo sconnesso pavé in ciottoli tondi, la rendono unica nel suo genere e teatro di numerose battaglie.

Gli altri celebri muri, interamente o in parte in lastricato, sono l’Oude Kwaremont (2,2km al 4,2%), il Bosberg (900 metri al 5,4%), il Koppenberg (700 mt al 11,6%) e il Paterberg (360 mt al 9,4%).

vincenzo nibali al giro delle fiandre 2018

Vincenzo Nibali non ha ancora partecipato al Giro delle Fiandre e nel 2018 potrebbe presentarsi alla partenza per la prima volta.

Giro delle Fiandre: le fonti ufficiali

Si può consultare il sito ufficiale del Giro delle Fiandre per maggiori informazioni sul percorso e su tutto ciò che ruota attorno alla manifestazione, ricordando anche la speciale granfondo dedicata agli amatori il 31 marzo 2018.

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A proposito dell'autore

Ama scrivere fin da quando era piccolo e questo lo ha portato a raccontare storie sul suo sport preferito, il ciclismo. Un'attività fisica che prova anche a praticare sia per piacere sia soprattutto per capire le difficoltà, le fatiche ma anche le gioie e i successi dei campioni che ogni giorno ci emozionano sulle strade.