Dopo la Maglia Gialla conquistata al Tour de France 2020, il giovane Tadej Pogačar del Team UAE Emirates è entrato nella storia del ciclismo. È infatti il primo ciclista sloveno a salire sul gradino più alto del podio degli Champs-Élysée a Parigi, davanti al connazionale Primož Roglič e al tazmaniano Richie Porte.

Vista la giovane età (classe 1998) e le qualità dimostrate sulla strada in occasione di un palcoscenico importante come la Grand Boucle, Pogi – il suo soprannome – è sicuramente un corridore destinato a ottenere numerosi altri titoli in futuro e a essere uno dei potenziali dominatori dei Grandi Giri.

Nonostante il nome Tadej Pogačar possa suonare del tutto nuovo ai non addetti del settore, le sue performance e le sue abilità in sella sono già note da tempo. Il secondo più giovane di sempre a vincere il Tour è infatti arrivato a questo fenomenale traguardo dopo aver collezionato diversi risultati di tutto rispetto, uno su tutti il terzo posto alla Vuelta 2019, al primo debutto in un Gran Tour.

Tadej Pogačar posa per una foto con la sua bici Colnago prima di una gara

Una bella foto di Tadej Pogačar dal profilo Instagram del ciclista (@tadejpogacar).

Sicuramente l’impresa realizzata alla Grand Boucle del 2020 lo ha reso celebre al mondo intero soprattutto perché, costretto a inseguire per tutte le tappe, nella ventesima frazione (cronometro individuale a La Planche des Belles Filles) è riuscito a ribaltare la classifica e a fare sue anche la Maglia Bianca di miglior giovane e la celeberrima Maglia a Pois.

Nella corsa contro il tempo Tadej Pogačar ha espresso a pieno tutte le sue qualità ed è riuscito a spodestare Primož Roglič dal primo posto, vincendo la sua terza tappa, dopo i due successi di Laruns e sul Grand Colombier, ma soprattutto conquistando il traguardo più ambito: la Maillot Jaune.

In questo articolo vi presentiamo la storia del giovane corridore sloveno, la sua carriera e il suo palmarès.

Tadej Pogačar sul podio del Tour de France 2020 tra Primož Roglič e Richie Porte

Tadej Pogačar sul podio del Tour de France 2020 tra Primož Roglič e Richie Porte.

Dal calcio al ciclismo: i primi successi di Tadej Pogačar

Tadej Pogačar nasce a Komenda, in Slovenia, il 21 settembre 1998. Nella cittadina situata a nord della capitale Lubiana, Tadej viene avviato allo sport da papà Mirko e da mamma Marjeta e inizia a giocare a calcio, disciplina di cui si innamora fin da bambino.

Il passaggio alla bicicletta avviene solo più tardi, all’età di nove anni, quando Tadej mette da parte il pallone e inizia a pedalare. Il merito va in parte attribuito al fratello Tilen che già si allena con la squadra del ROG Ljubljana e riesce a far avvicinare al mondo del ciclismo la futura stella dell’UAE Emirates.

Correndo insieme a Tilen ha l’opportunità di partecipare alla sua prima gara agli inizi del 2008 e già in questa occasione dimostra il suo talento.

Una simpatica vicenda legata ai suoi primi anni in sella vuole che il suo allenatore Andrej Hauptman (primo sloveno in assoluto a vincere una medaglia a campionati del mondo su strada – Lisbona 2001) lo vede per la prima volta in gara nel 2011, staccato da un gruppo di adolescenti più grandi di lui. Pensando che Pogačar facesse fatica a tenere il ritmo dei primi chiede agli organizzatori dell’evento di dare un aiuto al giovane, salvo poi scoprire che Tadej era in procinto di doppiarli.

Tadej Pogačar seduto in un prato in montagna

Tadej Pogačar si rilassa in montagna in una foto dal profilo Instagram del ciclista (@tadejpogacar).

La scalata verso il professionismo

Hauptman è capo dei selezionatori della squadra nazionale di ciclismo della Slovenia e, dopo aver visto da vicino le sue qualità, decide di arruolare Pogačar per correre in rappresentanza del proprio Paese. È un ruolo importante che Tadej faticherà a lasciare: dall’età di 16 anni a oggi ha sempre vestito la divisa della nazionale.

Vestendo i colori sloveni, Pogi è subito protagonista nel 2015 alla Course de la Paix, la sua prima grande corsa a tappe nonché una delle gare più famose per gli juniores. Chiude in ottava posizione nella classifica generale e al secondo posto dietro Brandon McNulty nella classifica riservata ai giovani.

Nel 2016, un anno più tardi, Pogačar ritorna sulle stesse strade con maggior esperienza e riesce a far sua la Course de la Paix, ottenendo così il suo primo grande successo in una gara ciclista giovanile di livello internazionale. Si ripete poi lo stesso anno conquistando la classifica finale del Giro della Lunigiana, riuscendo a finire sul podio in tutte e tre le frazioni disputate.

Oltre a questi successi nelle gare in linea, Pogačar si dimostra un valido cronoman, facendo suo, per soli 2” sul secondo classificato, il titolo di campione nazionale a cronometro nella categoria Juniores.

Nel 2017 Tadej firma un vero e proprio accordo con una squadra locale, la ROG – Ljubljana. All’interno della formazione Continental, il giovane sloveno può testarsi affrontando atleti più grandi di lui. Nonostante il passaggio di categoria, Pogačar si dimostra a suo agio e non fatica ad arrivare tra i primi e a raccogliere qualche vittoria.

Lo si ritrova primo tra i giovani della Carpathian Coursiers Race U-23 e del Tour di Slovenia, la sua prima corsa professionistica, in cui chiude quinto in classifica generale – il vincitore è il polacco Rafal Majka, Maglia a Pois del Tour de France 2016.

Sempre nello stesso anno Pogačar si mette in luce al Tour di Ungheria dove conclude terzo in assoluto a soli 7” dal leader, ma soprattutto nei campionati sloveni a cronometro. Nella categoria U23 ottiene la medaglia di bronzo, mentre tra i professionisti riesce a strappare un quinto posto, seppur rimediando un ritardo di oltre tre minuti.

Il 2018 è invece la vera e propria stagione di svolta. Vestendo i colori del team Ljubljana Gusto Xaurum, Tadej conquista tutte le maglie (classifica generale, miglior giovane e miglior scalatore) del Grand Prix Priessnitz, vince il Giro del Friuli Venezia Giulia e fa sua la maglia bianca al Tour di Slovenia, dove finisce quarto in classifica generale.

Tra i vari piazzamenti di alto livello figurano inoltre il secondo posto al Palio del Recioto, il quarto al Tour di Slovenia (dietro a Roglič, Uran e Mohoric) e soprattutto l’ottimo risultato ottenuto nella prova contro il tempo categoria Élite ai campionati nazionali sloveni: secondo a solo 1’02” da Jan Tratnik.

La gara che lo lancia tra i prospetti ciclistici più interessanti da tenere d’occhio per il futuro è però il Tour de l’Avenir. Pogačar partecipa alla corsa a tappe conosciuta come “il Tour de France degli U23” con in tasca un contratto da professionista firmato a luglio 2018 con il Team UAE Emirates.

Sebbene l’obbiettivo iniziale fosse quello di chiudere in top 5, Tadej dimostra di essere in uno stato di forma strepitoso sulle strade francesi. Elimina la concorrenza di atleti come Aleksandr Vlasov e João Almeida e conquista il gradino più alto del podio nella GC, rifilando quasi un minuto e mezzo al secondo classificato.

Tadej Pogačar si presenta tra i professionisti del circuito World Tour con un biglietto da visita molto interessante.

Tadej Pogačar si rilassa in sella a una bici

Una bella foto di Tadej Pogačar dal profilo Instagram del ciclista (@tadejpogacar).

La carriera professionistica

Il debutto con la maglia della UAE Team Emirates avviene al Tour Down Under, il 15 gennaio 2019. Nella corsa a tappe australiana Pogačar dimostra di non soffrire il passaggio al professionismo e nell’ultima tappa con arrivo in salita a Willunga Hill – storico traguardo della corsa dove Richie Porte è solito vincere – il talento sloveno chiude in quindicesima posizione.

Giunto tredicesimo in classifica generale e quarto nella speciale classifica riservata ai giovani, prosegue il suo calendario personale prendendo il via alla Cadel Evans Great Ocean Road Race prima di ritornare in Europa.

Alla Volta ao Algarve ottiene la sua prima vittoria da professionista. Nella seconda frazione con arrivo in a Fóia, Tadej fa valere le sue doti di scalatore e piazza la sua ruota davanti a ciclisti più famosi ed esperti di lui. Il suo primo successo tra i pro, unitamente a un’ottima prestazione nella cronometro nella tappa successiva (5° posto dietro a specialisti delle corse contro il tempo) permettono a Pogačar di conquistare la GC finale e la maglia di miglior giovane della gara a tappe portoghese.

Dopo un brillante inizio di stagione, Pogačar esprime costanza e impegno che lo portano a raccogliere un sesto posto al Gran Premio Miguel Indurain e un medesimo piazzamento nella classifica generale dell’Itzulia Basque Country, dove è primo tra i giovani.

Mette alla prova le proprie abilità debuttando in alcune Classiche come Strade Bianche, Amstel Gold Race, Freccia Vallone e nella sua prima “monumento”, la Liegi-Bastogne-Liegi, rimediando un 18esimo posto di tutto rispetto.

Lo si trova poi di nuovo protagonista in California all’Amgen Tour dove strappa la sua prima vittoria nel circuito World Tour. Dopo aver dimostrato il suo stato di forma in altre tappe, nella penultima frazione con arrivo in vetta al Mount Baldy, Pogi batte allo sprint il colombiano Sergio Higuita, altra giovane promessa del ciclismo. Il successo ottenuto gli permette di salire sul gradino più alto del podio, di indossare la maglia gialla e di far segnare un nuovo record: è il più giovane vincitore di una corsa a tappe del circuito World Tour.

Tadej ritorna poi in patria dove partecipa ai campionati nazionali sloveni e al Tour di Slovenia. Mentre nella prova a cronometro sul circuito di Lubiana conquista la maglia di campione nazionale, nella prova in linea si piazza in settima posizione e al Tour di Slovenia rimedia un quarto posto amaro, a soli 30” dal leader Diego Uilissi e a soli 5” dal podio.

Un mese circa per riprendersi e Pogačar prende il via al suo primo Grande Giro, la Vuelta. Le sue qualità non passano inosservate: è primo in tre frazioni dure e con traguardo in quota. La terza e ultima vittoria la ottiene nella penultima tappa, quella precedente all’arrivo di Madrid, dove il campioncino sloveno della UAE fa il diavolo a quattro e ribalta la classifica.

Rifila un minuto e mezzo al secondo, Alejandro Valverde e infligge un distacco attorno ai due minuti sia a Nairo Quintana che a López Miguel Ángel, suoi diretti rivali per il podio. L’impresa gli permette di balzare al terzo posto in classifica generale e al primo in quella riservata ai migliori giovani. Sale quindi sul terzo gradino podio di Plaza Cibeles alle spalle del connazionale Roglič e dello spagnolo Valverde: al suo debutto in un Gran Tour centra la Top 3.

Tadej Pogačar pedala sereno in bicicletta

Una bella foto di Tadej Pogačar in allenamento dal profilo Instagram del ciclista (@tadejpogacar).

Il 2020 di Tadej Pogačar e la Maglia Gialla al Tour de France

Il 2020 di Tadej Pogačar inizia nel migliore dei modi. Alla Volta a la Comunitat Valenciana centra il successo in due tappe e si aggiudica la classifica finale della corsa a tappe spagnola, nonché, come spesso accade, la maglia di miglior giovane.

All’UAE Tour riesce a fare sua l’ultima frazione prima dello stop forzato a causa del Covid-19. Sulla salita che porta al traguardo di Jebel Hafeet si posiziona davanti ad Alexey Lutsenko e ad Adam Yates.

Durante il lockdown, Pogi si allena duramente e al ritorno alle corse sembra non aver perso il suo stato di forma. Nelle prime due gare a cui partecipa, i campionati nazionali sloveni, conquista il titolo a cronometro davanti a Roglič, il quale si rifà nella prova in linea. Al termine della corsa Pogačar non riesce a resistere agli attacchi di Primož e giunge secondo sulla linea del traguardo rimediando un distacco di 10”.

I due connazionali, amici e avversari, si ritrovane un mese più tardi al Giro del Delfinato prima e al Tour de France poi. Prima di queste celebri corse a tappe, Tadej si cimenta con Strade Bianche e Milano-Sanremo, dove chiude tra i primi 15 in entrambe le occasioni.

Al Critérium du Dauphiné, Rogla esce di scena ritirandosi prima della partenza dell’ultima frazione di corsa pur vestendo la Maglia Gialla di leader, mentre Pogačar prova a giocarsi bene le proprie carte per agguantare il podio. Nonostante gli sforzi, non riesce nell’impresa di conquistare il terzo posto ma si deve accontentare della quarta posizione dietro a Daniel Martinez, Thibaut Pinot e Guillaume Martin.

Si giunge così alla Grand Boucle 2020, l’evento che lo eleva a stella del ciclismo mondiale soprattutto per il modo in cui riesce a conquistare la prestigiosa Maillot Jaune: nell’ultima frazione utile, al termine di una stupenda cronometro.

Durante tutta la corsa francese Tadej esibisce tutte le sue qualità, a partire dalla quarta frazione quando sul primo arrivo in salita di Orcières-Merlette è il primo a mettere la ruota dietro a quella del connazionale Roglič, vincitore di giornata.

Iniziato con un ottimo piazzamento, il suo Tour prosegue con una disattenzione dettata dall’inesperienza che lo vede staccarsi a causa di ventagli prontamente aperti da squadre ben attrezzate ad affrontare queste situazioni di corsa. Il ritardo accumulato sul traguardo di Lavaur (settima frazione) è di 1’21″.

Tadej Pogačar durante una gara di professionisti UCI

Una bella foto di Tadej Pogačar dal profilo Instagram del ciclista (@tadejpogacar).

Pogačar scivola così al 16esimo posto e, da questo momento, per lui inizia un Tour in cui si ritrova costretto a inseguire. Il giorno successivo è già sugli scudi: durante l’ascesa al Col du Peyresourde attacca per tre volte riuscendo a staccare i diretti avversari della GC, facendo segnare un nuovo tempo di ascesa di 24 minuti e 35 secondi e battendo così un record che durava da 17 anni (Vinokourov nel 2003 ci aveva messo 25’20″). L’ambita Maglia Gialla è però saldamente sulle spalle di Roglič, la cui squadra, il Team Jumbo-Visma, sembra imbattibile.

Nella nona tappa invece imprime il proprio sigillo, regolando lo sprint sul traguardo di Laruns e conquistando la prima vittoria al Tour. Per la seconda bisogna attendere la quindicesima frazione, quella che termina in vetta al Grand Colombier, storica salita della corsa francese. L’epilogo è pressoché identico: Pogačar primo e Roglič secondo. Seppur non guadagnando secondi sulla strada, Pogi riesce a far suoi i preziosi abbuoni e a recuperare un po’ di terreno sul connazionale.

Nella tappa con arrivo al Col de la Loze, vinta da Miguel Ángel López di casa Astana, il talento della UAE Emirates non riesce a tenere il passo di Primož e si stacca perdendo ulteriori 15” secondi.

Con un vantaggio di circa un minuto su Pogačar, la pratica Tour di Roglič sembra ormai archiviata.

Manca infatti soltanto la tappa numero 20, l’ultima prima della passerella d’onore sui Campi Elisi. La cronometro che porta i corridori a La Planche des Belles Filles è, almeno sulla carta, favorevole alla Maglia Gialla, molto esperta nelle prove contro il tempo.

In strada però Pogačar tenta il tutto per tutto, s’inventa un’impresa epica e ribalta la classifica. Il confronto in tempo reale è impietoso per Roglič, che arriva al traguardo provato, con 1’56” di ritardo e conscio di aver perso il Tour. Tadej invece è al settimo cielo: oltre ad aggiudicarsi la tappa, conquista in un solo colpo Maillot Jaune e Maglia a Pois.

L’indomani Pogačar si presenta a Parigi vestito completamente di giallo e in sella a una bicicletta Colnago realizzata da Ernesto Colnago in persona che si ritrova ad aprire l’azienda appositamente per assemblarla e verniciarla. A dir la verità, una bicicletta gliel’aveva già recapitata ed era quella bianca, ma dopo i fatti del 19 settembre 2020 si era visto costretto a darsi da fare per dare vita a un nuovo mezzo tutto giallo.

Il Tour de France numero 107 si conclude così con Pogačar in Maglia Gialla sul gradino più alto del podio e con Primož Roglič e Richie Porte alle sue spalle, staccati rispettivamente di 59″ e 3’30″.

Con questa vittoria il giovane fuoriclasse sloveno entra nel club dei sette atleti capaci di vincere il Tour al debutto (l’ultimo è stato Laurent Fignon nel 1983) e diventa il più giovane vincitore del Tour de France dal 1904, in quanto ha compiuto 22 anni esattamente il giorno dopo essere stato incoronato sugli Champs-Elysées (il più giovane della storia è stato Henri Cornet all’età di 19 anni e 354 giorni). Un motivo in più per festeggiare insieme alla sua squadra, alla famiglia, alla fidanzata Urska Zigart – i due si sono conosciuti durante un ritiro ciclistico in Croazia – e agli amici.

Il fenomeno del Team UAE Emirates si aggiudica inoltre anche la Maglia Bianca di miglior giovane e la Maglia a Pois di miglior scalatore, pareggiando un record che fino ad ora era stato ottenuto soltanto da Eddie Merckx nel 1968, anche lui al suo primo Tour de France.

Lo strepitoso risultato e la sua giovane età fanno pensare che in futuro Pogačar potrebbe puntare alla “Tripla Corona”, ossia la vittoria di tutte e tre le corse a tappe più famose del mondo: Giro, Tour e Vuelta, e magari a qualche classica monumento.

Una su tutte: la Liegi-Bastogne-Liegi, disputata ai primi di ottobre e chiusa in terza posizione dietro a Roglič e Hirshi (il quasi vincitore Alaphilippe, dopo esser stato beffato sul traguardo mentre con le braccia al cielo veniva sorpassato all’ultimo secondo da Roglič, è stato squalificato successivamente per scorrettezze).

Tadej Pogačar sul podio della Vuelta 2019

Tadej Pogačar sul podio della Vuelta 2019 in una foto dal profilo Instagram del ciclista (@tadejpogacar).

Il palmarès di Tadej Pogačar

Questi i risultati raccolti da Tadej Pogačar in carriera.

Stagione 2016

- 2ª tappa, 2ª semitappa Course de la Paix Juniors (Roudnice nad Labem – Roudnice nad Labem)
- Campionati nazionali sloveni, prova a cronometro Juniores
- 3ª tappa Giro della Lunigiana (La Spezia – Ortonovo)
- Classifica generale Giro della Lunigiana

Stagione 2018

- 3ª tappa Grand Prix Priessnitz spa (Jeseník – Jeseník)
- Classifica generale del Grand Prix Priessnitz spa
- Classifica generale del Tour de l’Avenir
- Classifica generale del Giro della Regione Friuli Venezia Giulia
- Trofeo Gianfranco Bianchin

Stagione 2019 (UAE Team Emirates)

- 2ª tappa Volta ao Algarve (Almodôvar – Alto da Fóia)
- Classifica generale della Volta ao Algarve
- 6ª tappa Tour of California (Ontario – Mount Baldy)
- Classifica generale del Tour of California
- Campionati nazionali sloveni, prova a cronometro
- 9ª tappa Vuelta a España (Andorra la Vella – Cortals d’Encamp)
- 13ª tappa Vuelta a España (Bilbao – Los Machucos/Monumento Vaca Pasiega)
- 20ª tappa Vuelta a España (Arenas de San Pedro – Plataforma de Gredos)

Stagione 2020 (UAE Team Emirates)

- 2ª tappa Volta a la Comunitat Valenciana (Torrent – Cullera)
- 4ª tappa Volta a la Comunitat Valenciana (Calp – Altea)
- Classifica generale della Volta a la Comunitat Valenciana
- 5ª tappa UAE Tour (Al-’Ayn – Jebel Hafeet)
- Campionati nazionali sloveni, prova a cronometro
- 9ª tappa Tour de France (Pau – Laruns)
- 15ª tappa Tour de France (Lione – Grand Colombier)
- 20ª tappa Tour de France (Lure – La Planche des Belles Filles, cronometro)
- Classifica generale del Tour de France

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A proposito dell'autore

Un giovane comasco con il cuore diviso tra mountain bike, che pratica per diletto nel tempo libero, e la corsa su strada, che ama seguire in TV e dal vivo. La passione per la prima nasce per amore della natura, la seconda grazie ad un nonno tifoso sfegatato del Pirata.