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Giro di Lombardia: vince Chaves davanti a Rosa. Ma il vero spettacolo è il nuovo tracciato. Adrenalina pura.

Esteban Chaves si aggiudica il 110° Giro di Lombardia, la “classica delle foglie morte” che solitamente chiude la stagione, mentre quest’anno anticipa il Mondiale.

Ma il vero protagonista di questa edizione 2016 è stata la corsa, con un nuovo tracciato, super-impegnativo e completamente ridisegnato: partenza da Como arrivo a Bergamo dopo 8 salite, di cui 4 soltanto negli ultimi 60 km.

planimetria del Giro di Lombardia 2016

Il tracciato del 110° Giro di Lombardia è stato completamente ridisegnato: partenza da Como a arrivo a Bergamo dopo 8 salite

2 totalmente inedite: Sant’Antonio Abbandonato e Miragolo San Salvatore. Entrambe impegnative e con pendenze elevate. In totale 241 km e 4.400 metri di dislivello.

Sicuramente la più dura delle 5 “prove monumento” (le altre 4 sono Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi).

Un percorso da veri grimpeur. Eppure chiusosi con una volata. Già, ma una volata così, dopo una serie di attacchi e contrattacchi da fuochi d’artificio è tutta un’altra cosa.

Plauso all’organizzazione dunque: percorso da 10 e lode. Scommessa vinta.

altimetria del giro di lombardia 2016

Con 4 salite negli ultimi 60 km, il nuovo tracciato super-impegnativo del Giro di Lombardia 2016 l’ha reso la più dura delle 5 “prove monumento”.

Una vittoria quella di Chaves cinica, furba, ma assolutamente meritata. Per un 2016 da incorniciare (podio al Giro e podio alla Vuelta).

Dopo una fuga a 4 partita sul Selvino (che comprendeva oltre a Chaves, Rosa, Bardet e Uran), erano rimasti solo in 3 a giocarsi la vittoria finale: Bardet non aveva retto il forcing di Rosa e Chaves sulla salita di Bergamo Alta, rimanendo attardato. Restavano solo i due colombiani e l’italiano.

Dopo la discesa insidiosissima, con curve a gomito e pubblico assiepato, il gran finale che non ti aspetti va in scena per le strade di Bergamo.

Sembra un testa a testa tra Diego Rosa e Rigoberto Uran, che fanno spalla a spalla fino agli ultimi venti metri. Poi Uran, dopo aver tirato per 240 km quasi sempre da solo, cede, sembra scritta la vittoria italiana per il secondo anno consecutivo (dopo Nibali 2015).

Sembra il momento di Diego Rosa, divenuto in soli 2 anni uno specialista di questa corsa (l’anno scorso tirò per Nibali in modo impeccabile), e invece dalle retrovie sbuca l’uomo delle montagne. Esteban Chaves, 26 anni della Orica.

Si pensava che in volata il più forte fosse Uran, forse ha pagato il fatto di aver fatto quasi tutto da solo, senza compagni. Rosa invece l’aver tirato a lungo per Aru. Chaves ha colto l’attimo e l’occasione.

Vittoria doppiamente storica la sua: primo non europeo a vincere il Lombardia e primo colombiano a vincere una classica monumento.

Le doti di scalatore le avevamo già viste al Giro, ma la furbizia no. Sembra un campione completo, strategico e spietato.

volata di chaves e rosa al Giro di Lombardia 2016

La volata vincente di Esteban Chaves che, con un po’ di furbizia, ha messo alle spalle Diego Rosa e Rigoberto Uran (foto fb.com/GreenEdgeCycling)

Per Diego Rosa, un secondo posto che fa male. Poteva vincere, forse ha creduto di averlo fatto. E ha perso all’ultimo metro.

Delude invece Fabio Aru (soltanto 11° a 1’26”). Ancora una volta in ritardo in un appuntamento che conta. Sotto la sufficienza anche Valverde, Visconti e Gesink. Nessuno di loro è riuscito a tenere il passo di Chaves e compagni.

Da segnalare la bellissima e lunghissima fuga di Damiano Caruso, che ha raggiunto addirittura i 7’ di vantaggio prima di venire raggiunto a 45 km dal traguardo.

La corsa è stata durissima. Il più duro Giro di Lombardia che si ricordi. Ma che emozioni.
Così torna lo spettacolo, così torna il ciclismo ci piace.

Ordine d’arrivo del Giro di Lombardia 2016

Ecco la classifica del Giro di Lombardia 2016:

1 Esteban Chaves (Col, Orica BikeExchange) 241 km in 6h26’36″
2. Diego Rosa (Ita)
3. Rigoberto Uran (Col)
4. Bardet (Fra) a 6″
5. Villella (Ita) a 1’19″
6. Valverde (Spa) a 1’24″
7. Gesink (Ola)
8. Barguil (Fra)
9. De Marchi (Ita)
10. Latour (Fra)
11. Aru (Ita) a 1’26″
12. Brambilla (Ita) a 2’04″
14. Visconti (Ita) a 2’42″

A proposito dell'autore

Classe '72, scrittore, giornalista, blogger: le sue "Confessioni di un ciclista pericoloso" sono uno dei blog più letti dai ciclisti milanesi. È stato direttore editoriale di Bike Channel, il primo canale dedicato al ciclismo in onda su Sky ed è autore di 2 libri: "Il carattere del ciclista" (Utet 2016, in uscita nel 2017 anche in Olanda) e "Ma chi te lo fa fare – Sogni e avventure di un ciclista sempre in salita" (Fabbri 2014). Socio di UpCyle, il primo bike cafè restaurant d’Italia, soffre di una dipendenza conclamata per le salite alpine sopra i 2000 metri.