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Qualche settimana fa noi redattori di BiciLive.it siamo stati invitati agli International Media Days di Wilier Triestina, la storica casa di Rossano Veneto fondata nel lontano 1906.

Nel corso di due piacevoli giornate abbiamo potuto testare la nuova espressione della tecnologia Wilier nell’ambito delle bici da corsa, la Zero SLR, ma anche conoscere il quartier generale e pedalare con i tre titolari lungo le colline intorno al Grappa e visitare il museo.

Questo è il resoconto della nostra esperienza.

uomo che pedala con la wilier triestina zero slr bici 2019

Il marchio Willer (la pronuncia esatta dell’acronimo si trova nell’emblematico cartello con la fonetica del marchio, posto all’entrata del museo) nasce nel 1906 come fabbrica di biciclette dal fondatore Dal Molin.

Dopo alterne vicende la motorizzazione di massa lo porta alla chiusura nel 1952. Nel 1969 il nonno degli attuali titolari rileva il marchio all’asta fallimentare del tribunale di Bassano: all’inizio rimane un negozio di biciclette ma negli anni 90 comincia la sua crescita sponsorizzando la squadra Brescialat e da lì comincia a ritornare agli antichi splendori unendo la tradizione a numerosi progetti innovativi.

Tanti i campioni che hanno pedalato con il marchio Wilier Triestina, da Fiorenzo Magni a Marco Pantani (vincitore all’Alpe d’Huez con record tutt’ora imbattuto), da Alessandro Ballan (campione del mondo nel 2008) ad Alessandro Petacchi (maglia verde al Tour de France) e al compianto Michele Scarponi, le cui bici si possono ammirare all’interno del museo, presso la sede di Rossano Veneto.

L'insegna Wilier Triestina all'ingresso della sede aziendale.

“Heritage is somethign you can’t buy”, ovvero il patrimonio culturale e tecnologico di un’azienda non si compera, recita il mantra aziendale.

Numerose sono anche le innovazioni portate dal marchio nel mondo della bici da strada: il primo telaio monoscocca in carbonio del 2001 per Pantani, il wide bottom bracket system (93mm) e l’asymmetric chainstays  per il modello Cento1 del 2008, a testimonianza che l’azienda è sempre in fermento.

Oggetto della presentazione di questi giorni è la nuova bici da strada di alta gamma, la Zero SLR, la prima superleggera con dischi e cavi integrati: un mezzo che ci ha entusiasmato nel corso della prova.

Una bici da strada Wilier Triestina SLR Zero

La bici da corsa Wilier Triestina Zero SLR 2020

Non si tratta di un nuovo telaio alla ricerca della leggerezza, ma di un nuovo progetto completo che abbina la rigidità necessaria per massimizzare la prestazione all’aspetto estetico e funzionale, con numerosi accorgimenti atti a rendere più piacevole la pedalata sia del ciclista esigente sia del semplice amatore.

Partendo dagli ottimi risultati dei telai Zero.7 e Zero.6, contraddistinti da pesi molto contenuti, si è ottenuto un telaio poco più pesante (780 grammi nella taglia M con vernice) ma con un rapporto STW (Stiffness To Weight) superiore del 24%.

Alle fibre di carbonio HUS-MOD (ricetta Wilier) è stato aggiunto una pellicola di Liquid Crystal Polymer per aumentare la resistenza all’impatto e attutire le vibrazioni.

Il telaio ha la battuta da 100 millimetri anteriormente e da 142 mm posteriormente, e integra sia davanti sia dietro i perni passanti “Speed Relaese” di Mavic. Sono un brevetto Mavic che permette un cambio ruote rapidissimo mantenendo la rigidità del perno passante.

Abbiamo avuto modo di provarlo assieme ai meccanici Wilier e siamo rimasti stupiti dalla rapidità dell’operazione.

Un dettaglio del telaio Wilier Zero SLR con perno passante speed-release di Mavic

Un dettaglio del telaio Wilier Zero SLR con perno passante speed-release di Mavic.

La forcella è stata riprogettata prevedendo l’asimmetria delle forze di frenata dovuta ai dischi e allargandola per incrementare la penetrazione aerodinamica, eliminando i fastidiosi fruscii generati dalla rotazione della ruota anteriore: il peso è di 345 grammi verniciata.

Può ospitare coperture fino a 28 mm.

La forcella Wilier Triestina Zero SLR 2020

La piega manubrio con attacco integrato nasconde i cavi dei freni e dei cambi (disponibile solo per freni a disco e cambi elettronici, viste le curvature) risultando molto pulito nel design e leggero nella costruzione: solo 330 grammi nella misura 100×42.

I distanziatori sono progettati per il passaggio cavi e smontabili. Nel caso di regolazioni non sarà necessario smontare il manubrio e togliere i cavi, in quanto si aprono a metà.

Il manubrio della Zero SLR Wilier Triestina

La progettazione integrate di telaio e manubrio introduce le coordinate ACCU-FIT di Wilier: con la combinazione di 6 taglie telaio, 5 misure di manubrio, 7 possibili distanziatori si possono ottenere 210 diverse combinazioni di valori X-Y, intesi come la distanza in ascissa e ordinata tra il movimento centrale e la barra manubrio.

Anche il reggisella è stato riprogettato in carbonio monoscocca con un design a coda tronca. Disponibile in due geometrie, da 0 mm seatback oppure da 15 mm, entrambi compatibili con il fissaggio sella Ritchey 1-bolt, viene assicurato con una vite a scomparsa nel telaio, realizzando un insieme di piacevole ed estetica robustezza.

La bicicletta è disponibile in tre colorazioni: Velvet Red, Admiral Blu e Black&White. Nel corso della presentazione abbiamo ammirato anche un esemplare nel famoso “ramato Wilier” che speriamo di vedere su strada.

La sella SLR Zero Wilier Triestina

La prova su strada della bicicletta da corsa Wilier Zero SLR

La Wilier Zero SLR è un vero concentrato di tecnologia che noi di Bicilive.it non vedevamo l’ora di provare.

Dopo la presentazione si parte per un giro nelle colline ai piedi del Grappa con i tre titolari e con Niki Terpstra come ospite, corridore in forza alla Total Direct Energie, già vincitore del Giro delle Fiandre nel 2018, quando staccò letteralmente di ruota il nostro Vincenzo Nibali.

I tecnici ci fanno trovare la bici pronta e bastano poche regolazioni per sentirsi a proprio agio. La bicicletta è montata con freni a disco Shimano e cambio DuraAce.

Le prime pedalate danno subito un senso di sicurezza e controllo: la bicicletta si fa guidare in scioltezza nello stretto e nei cambi di direzione.

In gruppo ci dirigiamo verso Asolo su strade secondarie, guidati da due dei titolari che conoscono questi posti a menadito. Pedalare qua è un piacere, e la bici asseconda i nostri movimenti: qualche tombino da schivare, qualche rappezzo di asfalto da evitare e lei segue gli scarti repentini con naturalezza.

Si tratta di una bicicletta da strada molto equilibrata e anche confortevole.

Sui tratti sconnessi assorbe in maniera eccellente le vibrazioni. Il cambio elettronico ha la proverbiale precisione Shimano: con un silenzioso “bzzz” scala su ogni rapporto e quando si vuole rilanciare l’andatura buttando giù un paio di marce esegue immediatamente il comando senza sforzi sulla leva.

Ciclista uomo in sella a una bici da corsa Wilier Zero SLR 2020

Alla prima vera salita del giro il gruppo si spacca: Niki Tepstra parte a tutta e noi poveri amatori proviamo a stargli dietro, ma lentamente il gruppo si sfilaccia. Proviamo a frustare il telaio con i nostri quadricipiti, la bici non si scompone, ogni watt viene restituito alle ruote.

Sui tornanti in salita non ci accorgiamo che arriviamo talmente veloci che ci verrebbe da frenare, ma basta assecondare la curva e riusciamo a piegare anche in salita: decisamente stiamo pedalando un cavallo di razza.

Dopo aver ricompattato il gruppo ci lanciamo in una tortuosa discesa. Subito gli accompagnatori ci ammoniscono di non esagerare viste le numerose curve strette.

Cominciano i sorpassi e anche noi ci impegniamo a non farci staccare. I freni assecondano il pilota con spazi di fermata ristretti e il telaio esegue i cambi di direzione fedelmente: in un’occasione incrociamo un’auto dietro a una curva e dovendo eseguire una manovra d’emergenza apprezziamo l’estremo equilibrio di questa bicicletta che ci salva da una possibile caduta.

In sostanza questa Wilier Zero SLR mi è proprio piaciuta, una bicicletta di gran livello per l’amatore esigente che si rivela molto confortevole ed equilibrata. Il cambio elettronico permette cambiate precise, silenziose e senza sforzi, e i freni regalano sicurezza di guida.

Una bici da strada Wilier Triestina Zero SLR

Wilier Triestina Zero SLR: modelli e i prezzi

La nuova Wilier Zero SLR viene proposta in ben 12 allestimenti diversi.

Tutti i modelli a listino presentano l’innovativo telaio con forcella e reggisella nonché manubrio con attacco integrato. Le differenze riguardano la dotazione di ruote (in alcuni casi sono abbinate alle nuove ruote Wilier Triestina in carbonio e gruppo cambio/freni.

In cima alla lista dei desideri di ogni appassionato Wilier Triestina non possono che esserci i modelli montati  con i gruppi al top, ovvero la trasmissione elettronica SRAM Red ETAP a 12 velocità o Shimano DuraAce Di2. L’azienda statunitense presenta una doppia con 46/33 e un 10/28 al posteriore, la casa giapponese propone una collaudata compact 50/34 con pacco pignoni 11/28.

L’impianto frenante proprietario dei due marchi presenta rotori da 160 e 140 mm centerlock. Le ruote sono le nuovissime Wilier ULT38KT per tubolari, leggerisime, solo 1390 grammi.

Il prezzo dei due modelli è di poco superiore agli 11.000 euro.

È disponbile anche un montaggio con le ruote Fulcrum Racing Zero Carbon. Si scende intorno ai 10.000 euro con il montaggio delle ruote Fulcrum Racing Zero Alu in alluminio.

Intorno agli 8.000 euro si posizionano i modelli montati con la trasmissione SRAM Force ETAP a 12 velocità, sempre con guarnitura 46/33 e rodini 10/28, oppure con Shimano Ultegra Di2 con la compact. I montaggi ruote in questo caso prevedono Wilier NDR38KC Carbon (tubeless ready) oppure Fulcrum Racing Zero Alu in alluminio.

Per tutti i modelli sella Prologo e coperture Vittoria Corsa.

Wilier Triestina Zero SLR: taglie, misure e geometrie

Le 6 opzioni del telaio, che nel sistema ACCU-FIT permettono ben 210 combinazioni, hanno le seguenti misure caratteristiche:

Misure e taglie del telaio Wilier Triestina Zero SLR

Il grafico delle geometrie del telaio Wilier Triestina SLR Zero

Per saperne di più su questo prodotto potete visitarne la pagina ufficiale sul sito web Wilier Triestina.

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A proposito dell'autore

Giuliano Giacomelli, ingegnere prossimo ormai al mezzo secolo di vita, insegna triathlon e mountain bike ai ragazzi trentini. La terra, l'aria e l'acqua (e naturalmente la neve) sono il terreno di gioco dei suoi sport preferiti.