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Intervista a Vincenzo Nibali, re a Tour, Giro e Vuelta: abbiamo parlato di biomeccanica, abbigliamento invernale, tecnica di pedalata in discesa, respirazione diaframmatica e possibilità di sviluppo sociale grazie alla bicicletta.

BiciLive.it ha intervistato in esclusiva Vincenzo Nibali durante un incontro indetto da FSA (Full Speed Ahead Bicycle Components) nella propria sede a Busnago (MB), in cui il messinese è stato premiato con una targa grazie alla recente vittoria al Giro di Lombardia.

Abbiamo discusso con lui di biomeccanica, abbigliamento invernale, tecnica di pedalata in discesa e sul pavé, respirazione diaframmatica e possibilità di sviluppo sociale grazie alla bicicletta.

Per quanto riguarda invece il suo calendario gare in vista del 2016, ha ribadito che ne svelerà i dettagli durante il raduno dell’Astana Pro Team a Montecatini Terme (PT) nei prossimi giorni, seppur sembri evidente la sua partecipazione da capitano al Giro d’Italia, mentre il giovane Fabio Aru dovrebbe guidare la formazione kazaka al Tour de France.

Inoltre dovrebbe visionare il percorso olimpico di Rio 2016 lungo la trasferta di gennaio per il Tour de San Luis.

Leggi qui la biografia su Vincenzo Nibali.

Foto Luca Bettini/BettiniPhoto©2015

Foto Luca Bettini/BettiniPhoto©2015

Intervista a Vincenzo Nibali

Quanto tempo passi in laboratorio per i test biomeccanici?
Basta una giornata, in cui riesci a vedere la posizione, fare un po’ di test e riprovare. Poi smonti una parte come un manubrio, un tubo di sella, una sella di cui cerchi la misura e, una volta che l’hai trovata, è passata almeno una giornata.

Quale metodo utilizzi per misurare l’altezza sella e l’arretramento sella?
Noi utilizziamo il Fit Bike Test (Body Geometry Fit, nda) di Specialized, i cui tecnici hanno la strumentazione adeguata per prendere le giuste misure. Un programma sviluppa tutti i dati e così riusciamo a ottenere le inclinazioni e gli angoli giusti di spinta.

Visto l’avvicinarsi dell’inverno, quali indumenti non dovrebbero mancare mai in questo periodo durante gli allenamenti?
Dipende molto dal soggetto perché c’è chi sente più freddo e chi meno. Però, durante l’inverno bisogna sempre mettere una mantellina in tasca, un cappellino antipioggia e i guanti, che sono l’indumento essenziale. Le gambe, bene o male, girano in qualche modo e si possono riscaldare. In caso di tormenta è sempre invece meglio fermarsi.

Per chi non possa migrare in luoghi caldi, quale tipo di allenamento consigli lungo l’inverno?
Sicuramente la fase iniziale di un allenamento consiste in un buon riscaldamento per poi iniziare a svolgere tutti i tipi di lavoro. C’è poi una piccola variazione tra caldo e freddo e bisogna tener presente pure il discorso dell’abitudine. In ogni caso, è importante un buon riscaldamento prima, per esempio, di svolgere un lavoro forzato in salita.

E l’allenamento sui rulli?
In caso di pioggia o neve, un’ora abbondante sui rulli è più che sufficiente.

Hai qualche consiglio per andare veloce in discesa in sicurezza?
Quando si piega a sinistra o a destra, nella curva in cui si piega, la gamba esterna deve essere sollevata verso l’alto. Poi bisogna mettere le mani sulla parte bassa del manubrio per avere la giusta presa e le mani in posizione sui freni. Spesso si dovrebbe tenere la traiettoria più larga in entrata di curva per poi stringere nel punto corda (il punto più centrale della curva) e, di conseguenza, cercare di fare uscire la bici in modo più veloce nel punto di uscita.

Sei tu il discesista più forte al mondo?
Non saprei, ce ne sono tanti altri. Samuel Sánchez è un buon discesista, in passato pure Savoldelli e anche tanti velocisti sono molto bravi in discesa.

Chi è invece il più forte scalatore oggi?
Dipende dai periodi e dalle varie condizioni. Comunque, Fabio (Aru, nda), Quintana, io, Froome e Contador siamo i più attivi in salita.

Hai qualche consiglio per pedalare bene sul pavé?
Bisogna possedere una caratteristica, cioè riuscire ad avere un’ottima pedalata rotonda per essere abbastanza morbido e non troppo rigido in bici in modo da attutire le vibrazioni che arrivano dal pavé.

Faresti andare tua figlia su una biciclettina senza pedali in modo da farle acquisire un miglior equilibrio?
Sì. Però, non per vederla correre.

La bicicletta potrebbe fungere da mezzo di sviluppo sociale?
Sì, in questo momento è un mezzo di sviluppo sociale. Non parlo di bici singola come una bici da corsa o una mountain bike, ma oggi chiunque può acquistare una bici anche con la pedalata assistita. Per tanti, pure un leggero strappo può essere molto faticoso, invece una bici a pedalata assistita ti permette di andare dove vuoi.

Miglioreresti qualcosa nel ciclismo odierno?
I punti da migliorare sono tanti ma, in questo momento, è difficile pensare soltanto a un punto singolo. Forse quello delle strade e della messa in sicurezza dei percorsi perché nei luoghi dove andiamo a correre, non solo in Italia ma anche in tutta Europa, le strade sono sempre più piene di spartitraffico e rotonde, creando quindi pericoli maggiori.

Hai appreso le tecniche di respirazione diaframmatica? Sai respirare bene?
Sì, abbiamo anche un nostro allenatore, il mental coach, con cui facciamo rilassamento, stretching e tecniche di respirazione.

Per quanto riguarda le tematiche approfondite da BiciLive.it con Vincenzo Nibali, ti consigliamo la lettura dei seguenti articoli:

- Tecniche di respirazione diaframmatica

- Dieci consigli per pedalare in inverno e proteggersi dal freddo

- Presente e futuro della bici a pedalata assistita

- Come fare il riscaldamento?

- Come organizzare l’allenamento invernale in mtb (rulli compresi)?

- La bici senza pedali per bambini (con video)

Foto bettiniphoto.net

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A proposito dell'autore

Ha gareggiato per diverse stagioni nel mondo dell'atletica leggera come velocista prima di dedicarsi al ciclismo amatoriale. Grande appassionato di storia e di cultura sportiva, ha intrapreso la carriera giornalistica dopo la laurea in Lettere e ha fondato il team dilettantistico Fondocorsa assieme ad alcuni amici. In estate potreste trovarlo su Stelvio e Gavia, ma la salita non è proprio la sua specialità migliore.