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Durante ogni uscita si ha sempre a che fare con un ciclista più lento, uno di quelli che non salgono nemmeno a spingerli.

Talvolta è il nostro turno, altre volte è un compagno di pedalata incontrato durante il percorso, spesso è sempre il solito amico che ogni domenica inventa scuse su scuse per nascondere il suo precario stato di forma.

Le scuse più classiche del ciclista lento

Abbiamo stilato un elenco semi-serio delle scuse più classiche sentite pedalando lungo lo Stivale e vi invitiamo ad aggiungere nei commenti quelle che avete sentito (o pronunciato) voi.

La crisi di fame

È senza dubbio la scusa regina del ciclismo su strada, usata spesso anche dai professionisti e dai loro direttori sportivi per giustificare prestazioni disastrose. La crisi di fame può colpire chi pratica sport di endurance ma in questi casi viene da domandarsi come è possibile che sportivi pagati milioni di euro e seguiti con l’auricolare ad ogni metro possano sbagliare l’alimentazione.

Resta il fatto che a livello amatoriale basta una smorfia, la mano che si avvicina alla pancia e le fatidiche parole: “Crisi di fame, oggi proprio non riesco a salire“. Difficile scoprire se sia un bluff o se sia vero, chi viene colpito da una crisi di fame effettivamente a fine giro è il primo a mettere le gambe sotto il tavolo.

obiettivi del ciclista veloce e di quello lento

Il brasato della suocera

Grande classico dell’uscita della domenica pomeriggio è il pranzo dai suoceri rimasto sullo stomaco. Ecco, per quanto le suocere possano essere suscettibili, non è obbligatorio abbuffarsi e chiedere il bis delle già abbondanti porzioni somministrate. Alla domenica mattina il colpevole è invece la cena con gli amici ma la situazione non cambia: se vi ingolfate di cibo a ogni occasione è normale non essere scattanti in salita.

La notte di sesso folle

La scusa del compagno di pedalate entrato nel gruppo da poco, del belloccio o di quello che vuole fare un po’ il galletto: “Ieri sera ho incontrato una tipa e uhhhh, l’abbiamo fatto in tutte le posizioni”. 

Ci siamo già interrogati se il sesso incida negativamente o positivamente sulle prestazioni sportive e l’argomento riamane molto dibattuto.

Se siete voi a utilizzare questa scusa i casi sono due: se è la verità, buon per voi, se invece avete le occhiaie perché la sera prima siete stati sul divano a guardarvi una dietro l’altra dieci puntate della vostra serie preferita, fate attenzione a non farvi sgamare altrimenti rischiate di diventare immediatamente lo zimbello del gruppo.

L’acqua della fontanella

I disturbi gastro-intestinali sono frequenti per gli sport di endurance e quindi ci si può sbizzarrire sulle scuse dovute al cattivo funzionamento nostro apparato digerente.

Gel o barrette non ben assimilate sono una classica e plausibile scusa ma quando questi disturbi sono legati alla borraccia riempita con l’acqua della fontanella trovata lungo il percorso, forse il vostro compagno non è del tutto sincero: ci avete bevuto voi, ci bevono praticamente tutti e nessuno è mai stato male.

I postumi dell’allenamento del giorno precedente

“Ieri ho fatto una seduta di allenamento ad alta intensità e oggi sono cotto”. Parlando un po’ con il vostro amico è facile capire se ha una minima idea di quello che sta dicendo o se cita il metodo Tabata a caso e non ha mai seguito una tabella di allenamento in vita sua.

ciclista veloce e lento in salita

La bicicletta nuova

La bicicletta nuova è sempre una scusa buona per le prime uscite: geometrie diverse, altezza sella da regolare, addirittura taglia diversa e altre argomentazioni del genere.

Peccato che poi a fine stagione la situazione sia ancora la stessa.

Gli antibiotici

Nuovi virus, meteo pazzo e aria condizionata sono i principali alleati di questa scusa: ormai è normale essere sotto antibiotici in qualsiasi periodo dell’anno e anche per qualche giorno.

A chi abusa di questa scusa sarebbe da fargli notare che le due birre medie a fine giro non sono proprio congeniali con i medicinali che sta assumendo.

L’allergia

Anche in questo caso i tempi moderni e il mondo del professionismo sono alleati di questa giustificazione: se quasi la totalità dei ciclisti pro accusa allergie e problemi respiratori, perché non possiamo soffrirne anche noi?

Magari è meglio lasciare da parte questa scusante nei mesi invernali quando non ci sono pollini ed evitare di fumarsi un pacchetto di sigarette mentre alla mattina si aspetta che arrivino tutti i componenti del gruppo.

Pochi chilometri stagionali

“Eh ma tu sei sempre in bici, io quest’anno non sono quasi mai andato”. In questo caso ricordatevi di spegnere Strava quando “non andate” o evitare di chiedere consiglio su quale nuovo copertoncino acquistare visto che ormai il vostro è arrivato alla tela.

La tipologia di percorso

Qualsiasi sia la tipologia di percorso, il ciclista lento ne preferisce un’altra: se la salita è dura preferisce le pendenze più morbide, all’inverso è un amante degli scatti secchi, alla pianura preferisci gli itinerari mossi e, ovviamente, viceversa.

Il giorno in cui è lui a scegliere l’itinerario non è ancora arrivato.

Il caldo e il freddo

A ogni uscita sfoggia capi super tecnici ideali per ogni stagione e situazione ma se fa caldo, il ciclista lento non ama il caldo e ovviamente se fa freddo egli non ama il freddo.

ciclista va piano per la scusa del troppo freddo

Il mal di schiena

Il mal di schiena colpisce effettivamente molti ciclisti, spesso causato da una postura scorretta non soltanto in sella ma nella quotidianità.

Capire se il ciclo-amatore lento del vostro gruppetto abbia o non abbia la lombalgia è difficile da individuare, in ogni caso consigliateli l’interessante approfondimento sul mal di schiena del nostro Davide Allegri.

Il cardiofrequenzimetro

“Oggi mi sono dimenticato la fascia cardio e senza il riferimento della frequenza non riesco a dosare lo sforzo”. Capita anche questo, è strano quando avete visto il vostro amico con il cardiofrequenzimetro una volta su dieci uscite o se è palese che ha appena comprato un gioiellino hi-tech da 400 euro ma non sa come funzioni o non ha la minima idea di cosa sia la soglia di allenamento.

Non ho più l’età

L’amatore lento racconta sempre che fino a 2 anni prima andava come un treno, medie da paura anche sullo Zoncolan.

Peccato che sia tra i più giovani del gruppo e che giriate insieme da almeno 5 anni e non l’abbiate mai visto andare forte.

I freni a disco

Finora abbiamo parlato del cicloamatore lento in salita ma ci sono anche quelli che vanno piano in discesa.

Nel ciclismo su strada l’introduzione dei freni a disco è avvenuta già da diversi anni ma non è ancora stata digerita da tutti, diventando così una facile attenuante per chi in discesa è più lento: “Devo abituarmi ai freni a disco, non riesco ancora a gestire la frenata”.

ciclisti a fine giro bevono una birra

Il ciclista lento più simpatico? Quello che a fine uscita offre un giro di birre a tutti!

Molto spesso il bello di queste scuse è il contesto in cui vengono pronunciate oppure osservare il personaggio che le proferisce, lapidario, mentre attorno a lui tutti sanno che è lento semplicemente perché è lento e tutto finirà allegramente con una bella birra media.

Condividete questo post con i vostri compagni di pedalata e scriveteci nei commenti le scuse più assurde e strane che avete sentito.

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A proposito dell'autore

Alle pendici del Nevegal ha imparato ad andare in mtb per poi trasferirsi in città: prima a Roma dove ha avviato un'attività di bike tour (@gigiBicicletta) e ora pedala per Milano