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Il giro del “banale” è il classico giro in bici da corsa che tutti i ciclisti che vivono nelle zone del Garda Trentino hanno fatto almeno una volta. In questo caso non ho bisogno di tracciare l’itinerario e poi seguirlo sul GPS, non ricordo quante volte l’ho fatto sia in senso orario che antiorario.

Esistono molte varianti del giro ma in questo articolo vi presento il giro “classico”.

L’itinerario si svolge soprattutto su strade poco trafficate e piste ciclabili. Il giro è lungo 65 chilometri con un dislivello di 1.100 metri.

Partenza e arrivo da Arco, città a pochi chilometri dal Lago di Garda.

Durante il percorso si affronta la salita al passo del Ballino, di cui trovate una dettagliata descrizione sempre qui nel portale strada.bicilive.it.

Dove si trova Arco

Arco di Trento si trova in Trentino, esattamente nel Garda Trentino, a pochi chilometri da Riva del Garda. Per raggiungerla si percorre l’autostrada A22 Brennero Modena direzione Nord con uscita a Rovereto Sud. Al casello si seguono le indicazioni per il Garda e, raggiunto l’abitato di Nago, si  seguono i cartelli per Arco.

Da Trento si prende la SS45bis con direzione lago di Garda.

mappa del giro in bicicletta del passo Ballino

Il giro del “banale” si sviluppo in Trentino, a nord del lago di Garda. Noi siamo partiti da Arco.

Tabella dati altimetrici e riepilogativi

Partenza  Arco 65 m slm
Arrivo  Arco 65 m slm
Dislivello totale  m 1.100
Lunghezza   65 km

Consigli: vi consiglio di partire per affrontare il giro al mattino presto o nel tardo pomeriggio così da evitare la ore più calde della giornata. Portate sempre una ventina per la discesa e indossate sempre il caschetto e i guantini da ciclista.

Affrontate con prudenza i tratti in discesa, mantenendovi sulla destra.

altimetria del giro in bici al passo del Ballino

Il dislivello positivo totale è di 1.100 metri di cui circa 700 per salire al passo del Ballino.

Affrontare il giro del “banale” in bdc

Il giro proposto è un classico per chi vive nel Garda Trentino. Parto da Arco dove abito e seguo le indicazioni della pista ciclabile direzione Riva del Garda. Costeggio il fiume Sarca che nasce dall’Adamello e sfocia nel lago. Scendo tranquillo e rilassato e come sempre contento di poter pedalare e di stare all’aria aperta.

In pochi minuti sono alla foce del fiume dove giro a destra, costeggiando la spiaggia e prestando attenzione ai turisti, i pedoni e alle anatre e ai cigni che popolano il prato antistante la spiaggia.

Proseguo sulla pista ciclabile costeggiando il lago e come ogni volta mi fermo a scattare una foto. Pochi minuti e sono a Riva del Garda, dove seguo i cartelli per la valle di Ledro. Attraverso la cittadina quindi inizia la salita. Cambio rapporto e salgo senza forzare la gamba. Non c’è tanto traffico perché ho deciso di partire presto così da evitarlo.

Dopo un chilometro circo noto a sinistra le indicazioni per il lago di Tenno.

panorama del lago di Tenno in Trentino

Le turchesi acque del lago di Tenno, uno dei più affascinanti del Garda Trentino.

Giro a sinistra e magicamente mi trovo su una strada secondaria poco trafficata. La salita è facile e per un lungo tratto pedalo immerso tra gli ulivi che sono una costante per questa zona, difatti il Garda Trentino è una zona rinomata per la produzione di olio pregiato. Raggiungo la piccola frazione di Deva quindi dopo pochi minuti sono a Pranzo, frazione del comune di Tenno.

Entro in paese e vicino alla chiesa mi fermo alla fontana per cambiare acqua alla borraccia.

Ritorno sulla strada principale e con calma e senza stress arrivo all’unico stop della salita. Sono quasi al lago di Tenno. Giro a sinistra e dopo un centinaio di metri alla mia sinistra scorgo il lago, uno specchio d’acqua di colore azzurro cristallino. Obbligatoria la foto ricordo. Riparto, cambio rapporto e salgo con calma. 

Una breve discesa e quindi inizio l’ultimo tratto in salita, esco dal bosco e la strada divide in due parti i verdi prati.

Raggiungo le prime due case e sono all’abitato di Ballino. Nella piccola piazzetta trovo una fontana, riempio la borraccia e proseguo sulla strada principale in leggera salita. Ecco il cartello del passo del Ballino. La vera salita a questo punto è finita, da qui in avanti solo discesa e un breve tratto in salita.

Al giro d’Italia si usa la dicitura “cima Coppi” per il punto più elevato dell’intero percorso, nel mio caso la cima Coppi è il passo del Ballino. Indosso lo spolverino e inizio la discesa. Scendo con prudenza nel tratto nel bosco e noto che l’asfalto è in condizioni perfette, ottima cosa.

cartello dell'arrivo al passo del Ballino

Il passo del Ballino, posto a 750 metri sul livello del mare, è il punto più alto del nostro itinerario cicloturistico.

In pochi minuti arrivo nella piana di Fiavè dove trovo il cartello che indica la torbiera di Fiavè, un sito archeologico dove anni fa sono state rinvenuti i pali di alcune palafitte e altri manufatti primitivi che si possono visitare nel Museo delle palafitte di Fiavè inaugurato il 14 Aprile 2012.

Attraverso l’abitato di Fiavè quindi scendo tra campi coltivati ad ortaggi. Una bella discesa con alcuni tornanti ben disegnati quindi un bel tratto pianeggiante per poi scendere ancora verso Ponte Arche.

Alla rotonda svolto a destra quindi mi fermo sul marciapiede per cambiare acqua alla borraccia e per mangiare un pezzo di barretta energetica. Breve sosta e risalgo in bici e proseguo la mia pedalata sulla strada principale. Sono immerso nei miei pensieri, pedalare per me è rilassante e mi permette di pensare e di riflettere.

In pochi minuti sono a Comano Terme, un centro dermatologico d’eccellenza in Europa dove si curano problemi alla pelle e alle vie respiratorie. La strada sale, cambio rapporto; oggi c’è poco traffico ma durante il periodo estivo la strada è abbastanza trafficata quindi prestate attenzione a questo tratto.

Pochi minuti sulla strada principale e noto l‘ingresso della pista ciclabile. Metto la mano in fuori come freccia e attraverso la carreggiata dopo aver dato la precedenza ad alcune vetture. La ciclabile mi permette di pedalare  rilassato e tranquillo senza la paura delle macchine.

Purtroppo alcuni anni fa sono stato investito e mi sono ritrovato in ospedale, per fortuna con pochi danni ma mi è rimasta una certa avversione per il traffico.

pista ciclabile nel Garda trentino

In molti tratti dell’itinerario si pedala in tutta sicurezza lungo piste ciclabili.

La ciclabile del “Limarò” ripercorre quella che era la vecchia strada prima della costruzione di alcune gallerie e la rettifica del tracciato stradale. Per anni questo percorso è stato chiuso, poi la provincia di Trento ha deciso di usarlo e trasformarlo in una ciclabile: ottima scelta.

Sul sentiero ciclabile a destra ho la parete rocciosa mentre a sinistra oltre il parapetto c’è il canyon del Limarò, dove al suo interno scorre il fiume Sarca che nel corso dei secoli ha eroso la roccia creando questa frattura della roccia.

Non mi ricordo quante volte ho percorso questo tratto ma ogni volta rimango meravigliato di cosa riesca a fare la natura e allo stesso tempo penso a quando l’attuale ciclabile era l’unica via transitabile per i veicoli. La mente arriva poi ai vari racconti di mio padre, che percorreva questo tratto di strada per andare a studiare a Trento.

Dopo un lungo tratto pianeggiante inizio la discesa e magicamente davanti ai miei occhi vedo la valle del Sarca, la mia valle. Quando arrivo a questo punto sono quasi vicino a casa.

Canyon di Limarò nella valle del Sarca

In alcuni punti si possono ammirare spettacolari gole scavate dal fiume Sarca, come ad esempio il cosiddetto canyon di Limarò.

Mi fermo sempre al solito posto, in ciclabile, per scattare una foto. Alla fine della ciclabile giro a sinistra e m’immetto sulla strada principale direzione Sarche. La strada è larga con tornanti ben disegnati e in breve tempo trovo le prime case. Dopo il ponte sul fiume Sarca giro a destra dove inizia la pista ciclabile che conduce al lago di Garda.

Questo tratto di ciclabile la conosco come le mie tasche, bello, completamente pianeggiante e davvero adatto a tutti. Fino all’abitato di Pietramurata non c’è un metro di salita e si pedala lungo il tomo del fiume Sarca, immersi tra vigneti e meleti.

In questa valle si produce il vino santo, vino tipico che viene prodotto solo da vigneti di varietà nosiola. Vino dal colore giallo intenso, molto aromatico e ideale da gustare con i dolci, da provare.

Seguo sempre i cartelli della ciclabile e dopo aver attraversato Pietramurata ritornano i vigneti e i meleti. Sono contento, è una bella giornata e mi sento bene, pedalare e lavorare è la mia passione. Sono in ciclabile immerso nelle “marocche”, una frana post glaciale che si è staccata da un versante della valle. Le marocche sono caratterizzate dalla presenza di massi enormi di roccia che danno alla zona un aspetto lunare.

Per realizzare la ciclabile si è seguito l’andamento della morfologia del terreno quindi è un continuo sali scendi e tratti pianeggianti fino ad arrivare a una discesa su fondo cementato che indica l’inizio del tratto completamente in discesa verso l’abitato di Dro.

Con prudenza affronto questo tratto cementato quindi riprendo l’asfalto e arrivo davanti alla ex centrale di Fies, una volta centrale idroelettrica, ora un centro di creazione e produzione di arti contemporanee.

pannello informativo della Provincia di Trento

Lungo il percorso si trovano numerosi pannelli informativi posizionati dalla Provincia di Trento.

Proseguo sulla ciclabile, sento l’aria di casa. Mi trovo nella valle del Sarca, una valle non tanto larga ma con pareti verticali, soprattutto ad ovest, che l’hanno resa famosa per l’arrampicata sportiva.

Attraverso l’abitato di Dro e faccio una deviazione verso la gelateria Maui dove scambio due parole con il titolare Luca, anche lui appassionato di bici ed ex ciclista. L’argomento di oggi è la passata Parigi Roubaix vinta da Peter Sagan e dell’ottimo lavoro del compagno di squadra, il trentino Daniel Oss che vive a Torbole sul Garda, qui vicino.

Dopo un buon gelato al pistacchio risalgo in bici e mi avvio lungo la strada principale, poco trafficata fino alla piccola frazione di Ceniga dove trovo il cartello che indica la pista ciclabile per il lago di Garda.

Campi coltivati e il fiume Sarca sono ancora i miei compagni di questi ultimi chilometri completamente pianeggianti verso Arco. Dieci minuti e sono al ponte sul fiume Sarca, il punto di partenza e di arrivo di questo giro.

Buona pedalata!

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A proposito dell'autore

Abito ad Arco di Trento, mecca della bici a 360°. Unisco la passione della bici al mio lavoro di cartografo e di rilevatore GPS di itinerari bici e trekking. Ho scritto due guide, una di mountain bike e l'altra di cicloturismo.