Molti durante l’inverno “appendono la bici al chiodo” oppure sfruttano la neve (quando c’è) per fare altri sport come sci, snowboard e ciaspolate.

Noi della redazione non ci fermiamo mai perché non esiste cattivo tempo ma esiste solo cattivo equipaggiamento, celebre aforisma attribuito a Robert Baden-Powell, il fondatore del movimento scout.

Ci piace comunque fare sport invernali e quindi a maggior ragione abbiamo chiesto in test all’azienda francese EKOI questi guanti riscaldanti. Vediamoli nel dettaglio.

Guanti riscaldanti EKOI Perf HEAT CONCEPT Primaloft

EKOI produce abbigliamento e accessori per ciclismo di tutti i tipi.

Del catalogo abbiamo scelto i Perf HEAT CONCEPT Primaloft perché ci sembrano quelli meno “ingombranti” rispetto ai vari modelli sia che offre l’azienda sia tra quelli dei competitor.

Il prezzo, davvero alto, era di 274 euro ma ora si trovano scontati sul sito ufficiale alla cifra molto più abbordabile di 109,80 euro.

Caratteristiche tecniche

Questo modello riscaldato è indicato per “ciclismo e outdoor” ed è dichiarato per pedalare da +5° a -12°C.

I guanti diffondono, a detta dell’azienda, un calore omogeneo grazie al sistema Heat Concept e ai suoi tre livelli regolabili tramite un pulsante luminoso sul dorso del guanto.

Sono anche dichiarati traspiranti, resistenti all’umidità, caldi e flessibili. Presentano inoltre dei palmi antiscivolo e l’indice e il pollice sono touch-screen compatibili. Vedremo nel test sul campo se tutte queste promesse sono mantenute.

Contenuto del kit

  • 1 paio di guanti riscaldanti
  • 2 batterie ricaricabili incluse
  • 1 caricatore a doppia uscita incluso con presa USB-C
  • Manuale d’uso

In pillole

  • Dorso: materiale idrorepellente efficace contro il freddo umido, composizione: 94% Poliammide – 6% Elastan
  • Palmo: 50% Poliestere – 50% Nylon
  • Fodera: 100% Poliestere
  • Interno: tessuto PRIMALOFT® ACTIVE: morbidezza e comfort a contatto con la pelle + traspirabilità e asciugatura rapida
  • Vestibilità aderente simile a quella di un guanto tradizionale: feeling di guida ottimale
  • Polsini alti e dritti: passaggio delle maniche facilitato
  • Indice e pollice touchscreen
  • Palmo con grip antiscivolo
  • Batterie ricaricabili estraibili ai polimeri di litio 7.4V: LI-PO 2600 mAh
  • Potenza di uscita massima: 11.5 W
  • Tempo di ricarica: circa 5 ore
  • Garanzia di 2 anni su guanti e batterie
  • Peso guanto con batteria: 205 grammi singolo, 410 grammi il paio
  • Peso guanto senza batteria: 105 grammi singolo, 210 grammi il paio
  • Prezzo: 109,80 euro scontati
  • Optional batterie aggiuntive: 60 euro la coppia

Dettagli del pulsante di regolazione della temperatura (su cui troviamo anche 4 piccole barre che indicano la carica della batteria):

– 1 pressione : LED ROSSO 40°C (autonomia fino a 1,5 ore).
– 2 pressioni successive : LED ARANCIONE 35°C (autonomia fino a 2,5 ore).
– 3 pressioni successive : LED VERDE 30°C (autonomia fino a 4 ore).

– Indicatore del livello di carica della batteria:

  • 4 barre rosse = 100%
  • 3 barre rosse = 75%
  • 2 barre rosse = 50%
  • 1 barra rossa = 25%

Il test sul campo

Ho utilizzato questi guanti durante i mesi più freddi dell’anno con la bici gravel che in uso al momento, la GHOST ASKET CF X che abbiamo testato.

Li ho poi usati per diverse escursioni a piedi e ciaspolate e anche qualche uscita in sella alla e-MTB GHOST E-RIOT CF LTD che abbiamo testato. Infine li ho usati in città sulla bici “da battaglia” della mia compagna, quella che se anche non la leghi fuori dal bar non te la ruba nessuno.

Come dimensioni sono abbastanza importanti, sembrano più un guanto da sci che uno invernale da bici. La batteria è alloggiata in una piccola tasca con zip sotto al polso e si connette con un cavetto con mini-jack. Per caricarla va tolta dal guanto e si utilizza il caricabatterie in dotazione che ha un doppio spinotto USB-C.

Indossare e togliere i guanti è abbastanza semplice, meno se si hanno le mani un po’ sudate, cosa che vado ad approfondire nel paragrafo più in basso. L’importante è fare attenzione a non tirare troppo forte il guanto dall’alloggiamento della batteria perché la cerniera o il cavetto potrebbero danneggiarsi.

Il touch screen di pollice e indice funziona bene, è possibile usare lo smartphone o lo schermo del ciclocomputer con i guanti indossati, anche se la destrezza delle dita è abbastanza ridotta date le dimensioni e lo spessore dei guanti.

La scelta della taglia

Per quanto riguarda la taglia generalmente porto una L ma in base alle misure che consiglia il sito EKOI ho scelto una XL.

Fate attenzione con il sistema di calcolo della misura, pur essendo abbastanza preciso (richiede la larghezza palmo e la lunghezza dito medio) alla fine la taglia che mi ha consigliato, la XL, ha le dita molto lunghe, specialmente pollice e indice, ma sono studiate così per quando si impugna il manubrio.

Per esperienza nel mio caso conviene sempre prendere una taglia leggermente più grande.

Questo per evitare di avere la spiacevole sensazione di costrizione alle punte delle dita quando il guanto è perfettamente aderente, cosa che alla lunga non fa che aumentare la perdita di sensibilità.

In generale comunque posso dire che le taglie di EKOI siano abbastanza aderenti quindi va bene salire di una taglia rispetto alla vostra, poi ci sono sempre le eccezioni del caso.

Una doverosa premessa

Soffro, fin da ragazzo, della sindrome di Raynaud, che causa restringimento dei vasi sanguigni a mani e piedi in risposta a freddo o stress con perdita di sensibilità e intorpidimento.

Mi basta toccare la leva del freno fredda che subito perdo sensibilità all’indice. Spesso poi “mi partono” il medio e anche le altre dita fino a non riuscire più a guidare la bici, specialmente se si tratta di MTB. Mi devo quindi fermare e metterle in un posto caldo, in tasca, per 5 minuti o se fa davvero molto freddo (-5° o -10°) devo bagnarle con l’acqua tiepida del thermos. Spesso uso i bocchettoni dell’aria della macchina o un phon per mani se trovo un bar.

Va da sé che per me l’inverno rappresenta la stagione peggiore per pedalare e sono anni che cerco una soluzione al problema.

Dopo aver provato decine di guanti invernali, bustine riscaldanti, creme, sottoguanti in seta…nulla, non ho trovato niente di valido.

Un pochino di protezione l’ho trovata con i paramani per MTB come i Crank Brothers Guardians che abbiamo testato oppure i coprimanopole TAAC Mountain e Nautilus, ma l’estetica non mi fa impazzire e soprattutto con gli ultimi due, il fatto che in caso di emergenza la mano sia “intrappolata” dentro una custodia non è il massimo per la sicurezza.

La zip della piccola tasca per la batteria.

Arriviamo ai Perf HEAT CONCEPT Primaloft: quanto scaldano?

L’azienda dichiara 40° alla massima potenza. Se si provano i guanti in casa, di sicuro ci si rende conto che dopo circa 5 minuti scaldano bene, con un calore abbastanza diffuso che arriva fino alla parte superiore delle dita ma resta molto più consistente sopra al dorso della mano.

Ho provato con due diversi termometri, lasciandoli inseriti nel guanto, e la lettura è stata di 39° e 40° misurata però in casa con temperatura ambiente di 19°.

Facendo il test all’esterno a 6°, la temperatura interna massima è stata di 31.7° per la prima mezzora e poi circa 30° per un’ora e mezzo.

Usando la potenza media potenza il calore si riduce un po’ mentre alla potenza più bassa a volte non si capisce se siano accesi o meno.

Quindi nell’uso all’aperto, come potete capire, ci sono in gioco molti fattori: chiaramente uno è la temperatura esterna ma anche il vento o la velocità a cui si sta pedalando, l’umidità e, non ultimo, la sudorazione della mano.

Includo questo parametro perché spesso sulle salite, con i guanti normali estivi o da mezza stagione, mi sudano le mani e alla prima discesa l’effetto “wind chill” del vento è raddoppiato. Con i Perf Heat Concept ho notato che questo problema non sussiste dato che isolano bene dal vento ma la sensazione interna di calore è molto ridotta a causa della sudorazione delle mani.

Difatti EKOI include la nota “La temperatura e la durata del riscaldamento possono variare leggermente in funzione della temperatura ambiente o delle sensazioni corporee di ciascuna persona“.

Li abbiamo provati anche durante i test delle e-MTB di Bicilive ma la guida in discesa tecnica è pressoché impossibile: troppo voluminosi.

Sensibilità e gestione comandi

La sensibilità sul manubrio è abbastanza buona se si pedala una gravel o una bici da città su percorsi poco impegnativi, asfalto e strade bianche.

Su una MTB diventa più difficile gestire le vibrazioni, le leve dei freni e i comandi di cambio e reggisella telescopico. Il palmo tende a ruotare sulle manopole e bisogna aumentare la stretta della presa, cosa che va ad irrigidire mani e avambracci.

Inoltre le batterie nella parte inferiore del polso pesano e a ogni asperità si muovono in modo evidente creando un po’ di fastidio. Non li consiglio quindi per trail riding o enduro.

La carica è indicata anche sulla batteria tramite quattro led blu che si spengono man mano.

Durata batterie

Li ho utilizzati per 4 ore a 0° in una ciaspolata a 800 m.s.l.m. alla potenza media, arrivando a scaricare tutta la batteria. Il calore però era poco percepibile e un paio di dita hanno perso sensibilità.

Durante un’uscita in e-MTB (40 km e 1.600 d+) a circa 2°/4° tra i 200 e i 1.000 m.s.l.m. la batteria è durata 2,5 ore alla massima potenza.

Le dita sono rimaste abbastanza calde ma il giro è durato 4 ore e sono servite altre due batterie, che avevamo preventivamente richiesto per le uscite più lunghe: c’è però da tenere conto di un’altra spesa di 60 euro e i 200 grammi aggiuntivi da portarsi dietro nel marsupio, nelle borse della bici o nello zaino.

Da segnalare

  • Un guanto invernale a nostro avviso dovrebbe avere la parte superiore del pollice dotata di un panno o tessuto morbido per il “classico naso che cola”, inconveniente che chiunque avrà sperimentato uscendo a pedalare al freddo. Non essendo però dei guanti lavabili, EKOI ha deciso di non aggiungere agli Heat Perf questa caratteristica, peraltro non troppo igienica se proprio vogliamo essere obiettivi (ma molto comoda quando si ha il “running nose”).
  • Il pulsante sopra al guanto è facilmente accessibile, il feedback tattile è buono ma essendo abbastanza in rilievo è facile che quando si trasportano i guanti in una borsa o nello zaino questi si accendano da soli, consumando batteria inutilmente. Il consiglio è sconnettere le batterie dal cavetto e collegarle solo quando si usano i guanti.
  • I led luminosi sono altrettanto ben visibili ma nelle uscite notturne o con scarsa luce distraggono un po’ durante la guida. Ho poi ricevuto diversi sguardi interrogativi o stupiti di passanti o altri pedalatori perché effettivamente attirano molto l’attenzione. Infine, i tre led delle potenze hanno dei colori abbastanza simili e con il sole non si distinguono bene.

La batteria rimane sotto al polso e crea un rigonfiamento evidente.

Conclusioni

I guanti riscaldanti EKOI Perf HEAT CONCEPT Primaloft hanno soddisfatto le nostre aspettative? Da un lato sì, dall’altro non proprio.

Speravamo davvero di aver trovato la soluzione per la sindrome di Raynaud ma il calore, specialmente sui polpastrelli delle dita, anche alla massima potenza è poco avvertibile (ed è da qui purtroppo che inizia sempre la perdita di sensibilità).

Per tutti coloro che invece cercano un guanto già di per sé caldo e la possibilità di avere un extra riscaldamento specialmente sul palmo e la parte superiore delle dita allora potreste provarli. Non aspettatevi temperature “da grigliata” perché comunque i guanti usati all’esterno arrivano al massimo fino a 30° e le nostra temperatura interna, giusto per ricordarlo, è di circa 36,5°.

La sensibilità di guida risulta un po’ “ovattata” e li vediamo adatti a un uso in città o strada/gravel in percorsi molto semplici.

Il prezzo di listino è alto ma il fatto che si trovino scontati al 60% a 109,80 euro li rende non proprio economici ma ad una cifra in linea con altri prodotti sul mercato.

Per maggiori informazioni consulta il sito ufficiale EKOI.

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A proposito dell'autore

Sono cresciuto sulle due ruote: BMX, motocross, le prime MTB negli anni 80. Dal 2007 ho gareggiato per 10 anni nel downhill e nell'enduro in tutta Italia. Dal 2013 al 2019 ho lavorato con la scuola MTB Gravity School anche a Whistler, in Canada. Sono istruttore Federale FCI e Guida Nazionale MTB. Ho visto nascere BiciLive.it nel 2013 e ora mi occupo di MTB, ebike ed eMTB. La bici è il mio pane quotidiano!