Il 13 e il 14 aprile 2019 si è svolta la terza prova de “I Magnifici Quattro”: la Randonnée della Valsugana. Dopo una Randonnée del Lago di Garda da 200+ chilometri e una Randonnée Fiumi e Laghi da oltre 300, il kilometraggio questa volta è stato davvero importante: 400 km da coprire in un tempo massimo di 27 ore!

Il percorso, come quello delle precedenti prove, si sviluppa tra Veneto e Trentino, e ci farà attraversare alcune tra le più belle cittadine della provincia di Vicenza per, poi, condurci tra le meraviglie paesaggistiche del Trentino.

La partenza, anche questa volta, è fissata a Montorio Veronese, presso Villa Guerina ed è prevista per le h. 16,00 di sabato pomeriggio 13 aprile.

La mia partecipazione, sino all’ultimo, è stata in forse causa le pessime previsioni meteo. Solo il sabato mattina mi son decisa a partecipare, allestendo la bici come se dovessi partecipare a una 600 km. Infatti le previste basse temperature per la notte, nonché, la pioggia, data come certa, mi hanno indotta a portare l’abbigliamento anti pioggia (mantellina in Gore Tex, copriscarpe e guanti impermeabili, giacca pesante per la notte, intimo a manica lunga).

Quindi, oltre alla borsa anteriore agganciata al manubrio, ho montato una comoda saddle bag contenente il cambio per la notte.

bicicletta pronta per la randonnee valsugana 2019

Dopo il consueto disbrigo delle formalità (ritiro della carta di viaggio), gli incontri e i saluti con gli amici “randagi”, la randonnée ha preso il via.

saluto con gli amici prima della partenza randonnee valsugana 2019 bici

Nonostante il cielo grigio, la pioggia non ha voluto rovinare la partenza. La direzione di marcia è verso Dueville (Vi). Il gruppo dei più veloci scappa via immediatamente.

Io rimango in un folto gruppo che procede compatto a una velocità di crociera che non supera mai i 30 km/h, fedele al motto “né forte né piano ma sempre lontano”.

gruppo di ciclisti verso Soave della randonnee valsugana 2019

In questi primi 97 chilometri attraverseremo Soave con il suo splendido castello Scaliger, i Colli Berici, il Lago di Fimon e l’elegantissima Vicenza. E qui è d’obbligo una sosta presso Piazza dei Signori per uno scatto alla Basilica Palladiana.

Oltrepassata Vicenza, in poco meno di 15 km, siamo Dueville ove, presso Cicli Rossi, è posto il primo controllo con annesso ristoro.

Nel frattempo è calata la sera, i fari anteriori e posteriori delle bici sono accesi e tutti indossiamo le bretelle catarifrangenti. Sino a qui non abbiamo incontrato grosse difficoltà, il percorso si è snodato tra pianura e vallonati.

basilica palladiana con gruppo di ciclisti randonnee valsugana 2019

Ripartiamo da Dueville e, nel volgere di circa 20 km, incontriamo la cittadina di Marostica. E qui il gruppo di randonneur, ancora piuttosto numeroso, si divide. In quanto, in alcuni, decidiamo di entrare in città per una breve visita alla piazza ove si svolge la partita di scacchi vivente più famosa al mondo. Da qui in poi, rimarremo in otto.

Lasciata Marostica ci attende la prima asperità di questi 400 km: la Rosina. Sono poco meno di 3 km, tutto sommato, pedalabili e giusti per farci prendere confidenza con la salita.

Allo scollinamento è posto il secondo controllo, facciamo apporre il timbro sulla carta di viaggio e scendiamo velocemente a Bassano del Grappa. Qui, ovviamente, non può mancare una veloce sosta presso il Ponte degli Alpini.

passaggio gruppo di ciclisti sul ponte del alpini della randonnee valsugana 2019

Superata Bassano del Grappa, al km 152, imbocchiamo la ciclabile della Valsugana. E qui, più che vedere, occorre immaginare i paesaggi facendosi aiutare dall’udito (lo scorrere delle acque del fiume Brenta), dalle luci che illuminano i paesi adagiati sulle montagne circostanti e dalle indicazioni stradali.

Al km 178 giungiamo al Bicigrill di Castelnuovo (TN) ove è posto il terzo controllo. È già la una di notte e la stanchezza inizia a farsi sentire. Ne approfittiamo per una sosta più prolungata, sia per ristorarci a dovere (un panino ed una fetta di torta sono perfetti per reintegrare) e sia per indossare indumenti più pesanti.

Da notare che, sino ad ora, non è caduta una goccia di pioggia… speriamo continui così.

Dopo circa tre quarti d’ora ripartiamo alla volta di Trento, da cui ci separano poco più di 40 km. Pedaliamo in silenzio, la velocità si mantiene costante sui 25 km/h, mai eccessiva anche perché, di notte, i ritmi del corpo tendono a rallentare. Costeggiamo il Lago di Caldonazzo, se fosse solo stata una notte serena avremmo visto la luna specchiarsi nelle sue acque.

Poco prima delle ore 4:00 arriviamo a Trento, al Bar Funivia in via San Lorenzo, ove è posto il quarto controllo. Le strade sono bagnate, ha appena smesso di piovere.

sosta ciclisti al bar funivia a trento durante randonnee valsugana 2019

Una velocissima sosta caffè, l’ennesimo di questa lunga notte, e risaliamo in sella per affrontare la salita più importante: il Bondone! O meglio, affronteremo 7 km di questa mitica salita.

E qui arrivano i guai per me: inizia a dolermi il ginocchio sinistro. Nemmeno un paio di km e il dolore diviene insopportabile. Impossibile fare forza ed alzarmi sui pedali… mancano circa 180 km all’arrivo, mi chiedo come farò.

In una qualche maniera arrivo a Sardagna, a circa metà salita del Bondone, ove è posto il quinto controllo. Mancano ancora 3 km allo scollinamento e il dolore non accenna a diminuire. I tratti più impegnativi sono costretta a percorrerli a piedi.

Il nostro sport non si improvvisa e presenta sempre il conto! Nei 15 giorni antecedenti la randonnée, per svariati motivi, ho fatto solo due brevi uscite; inoltre, alla partenza, nonostante facesse fresco, non ho adeguatamente protetto il ginocchio. La possibilità che il ginocchio potesse cedere c’era tutta, e puntuale si è verificata.

In una qualche maniera arrivo al termine della salita: in discesa cerco di far riposare il ginocchio, occorre scendere con molta prudenza, la strada è ancora bagnata dalla pioggia caduta, copiosa, nelle ore precedenti.

vista Trento di notte dal Bondone durante randonnee valsugana 2019

Al termine della discesa ricominciamo a pedalare tra strade vallonate, e il dolore si acuisce.

In breve arriviamo nella Valle dei Laghi: Terlago, Toblino, Cavedine, Loppio. Percorriamo una bellissima ciclabile che presenta alcuni strappi che non fanno per nulla bene al mio ginocchio.

Le prime luci dell’alba ci accolgono a Terlago. Qualche chilometro dopo, a Vezzano (TN), ci fermiamo per una sostanziosa colazione, al Bar TerraMare 2.0.

L’alba, per chi pratica le randonnée, è sempre un’ora problematica. La crisi di sonno, dopo una notte trascorsa a pedalare, è sempre in agguato. È quindi meglio fermarsi e riposare onde evitare di addormentarsi in sella alla bici e rischiare, così, di cadere.

Ripartiamo percorrendo la ciclabile del Sarca, superiamo Pitramurata, Dro, Cenighe, dopodiché ci immettiamo sulla ciclabile Torbole – Mori sino a Loppio ove, al Bicigrill Duchi’s, è fissato il sesto controllo.

durante randonnee valsugana passaggio sulla ciclabile sarca gruppo ciclisti 2019

Il dolore che attanaglia il mio ginocchio rallenta visibilmente l’andatura di tutto il gruppo. Siamo in otto, compagni di viaggio straordinari che non mi abbandonano un momento e non mi fanno mancare il loro sostegno.

Alle pre 9:00 siamo a Loppio, una seconda colazione e il timbro sulla carta di viaggio. Prima di ripartire incontro l’amico Stefano Baraga che, provvidenziale, mi offre il suo Voltaren Gel. Quantomeno un minimo di sollievo al dolore me lo procura.

Mancano 120 chilometri al termine, e saranno, per me, i più duri e difficili di tutte le randonnée a cui ho partecipato. Il percorso, che presenta frequenti tratti vallonati, è una vera “tortura” per il mio ginocchio.

Nei pressi di Affi ci aspetta una “salitella” cattiva che percorro, in parte, a piedi. È, ormai, impossibile anche il minimo sforzo. In più di una occasione penso al ritiro.

Siamo ad Affi, settimo e ultimo controllo. Si alza un vento forte, gelido e contrario a rendere ancora più dura, se possibile, questa randonnée.

Ancora 70 km per arrivare a Montorio Veronese, attraverso Bardolino, la Valpolicella e la città di Verona. Sembrano non passare mai.

Finalmente alle ore 16:40 di domenica 14 aprile, dopo 24 ore e 40 minuti dalla partenza, portiamo a termine questa terza prova de “I Magnifici Quattro”.

foto di gruppo con amici finita la randonnee valsugana 2019

Un immenso grazie ai miei straordinari compagni di viaggio: Tiziano, Giovanni, Paolo, Stefano, Fausto, Lorenzo e Claudio. Senza di loro non ce l’avrei fatta!

Uno degli aspetti che mi fa amare le randonnee è proprio lo spirito di reciproco aiuto e sostegno che si crea, il non lasciare mai nessuno solo. Ecco, l’importanza del gruppo nel perseguire e raggiungere l’obbiettivo che non mai solo un risultato del singolo ma, bensì, collettivo.

Manca solo una prova per staccare il biglietto per la Parigi Brest Parigi: vi do appuntamento al 25 e 26 maggio 2019 per la Randonnée delle Dolomiti di ben 600 chilometri.

A questi link trovate tutti i dettagli della Randonnee della Valsugana:
Prima parte
Seconda parte

Le fotografie che corredano l’articolo sono state scattate da me, Tiziano Belli e Fausto Righetti.

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A proposito dell'autore

Classe 1965, vive a Sassuolo (Mo) e ha due grandi passioni: il diritto e la bicicletta. La prima l’ha trasformata in una professione, infatti esercita la professione di Avvocato dal 1994. La bicicletta è stato un fortunato incontro che le ha migliorato la vita. Predilige le lunghe distanze, e questo mi l'ha portata a cimentarsi con le randonnee. Tra le principali randonnee a cui ha partecipato e portato a conclusione vi sono la 1001 Miglia d’Italia e i 1000 km della Sicilia No Stop.