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Test occhiali Oakley Jawbreaker
Qualità Lente9.5
Qualità Montatura9
Vestibilità9
Comfort9.5
Qualità/Prezzo8
Aerazione8
info
  • http://it.oakley.com/
prezzo
  • Versione Prizm- 209€; Versione Polarized - 239€
8.8Il nostro voto

Oakley rinnova la linea di occhiali dedicati allo sport e ci fa testare i suoi nuovi Jawbreaker. Come i precedenti Jawbone promettono di garantire prestazioni, comfort e qualità inarrivabili. Su strada.bicilive.it e mountainbike.bicilive.it il nostro test…

 

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Era il 2009 quando i primi Jawbone fecero la loro comparsa nel mondo del ciclismo. Ricordo ancora un Mark Cavendish in maglia HTC Columbia che faceva intravedere quelli che sarebbero stati gli occhiali più rivoluzionari di quegli anni. Un sistema di cambio delle lenti veloce e pratico (da qui il nome Jawbone=mascella, n.d.r.)  che unito al comfort ed alla superba qualità delle lenti avrebbe fatto diventare quegli occhiali un punto di riferimento e confronto per ogni altro prodotto sul mercato.

Sei anni dopo, Oakley ci riprova e grazie al lavoro svolto con l’atleta dell’Isola di Man lancia sul mercato i Jawbreaker, modello più evoluto e raffinato capace di offrire ancora più comfort, leggerezza, personalizzazione ed una nuova serie di lenti con specifiche pensate ad hoc per ogni sport.

Ci sono voluti ben due anni, 9.600 ore di test, 100 interazioni di design diverse e 27 componenti per dare vita a questo progetto, ed ora possiamo finalmente toccarlo con mano.

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Il modello che abbiamo ricevuto in test è il Polarized Jabreaker, con montatura completamente nera e lente polarizzata Oo Red Iridium, che si colloca al top della gamma. Il design di questi Oakley segue un po’ il trend degli ultimi anni e ricorda i vecchi occhiali da sole anni 80, con una lente unica molto ampia. Ogni parte di questi occhiali è stata rivista e aggiornata ed è quindi necessario andare per ordine:

Lenti

La lente in nostra dotazione è la versione Polarized di Oakley, che offre la miglior qualità presente nel mercato delle lenti sportive grazie ad un processo di produzione che permette di avere caratteristiche identiche per ogni paio di lenti. La polarizzazione elimina poi ogni forma di riflesso e la costruzione HDO (High Definition Optics) brevettata dall’azienda americana supera largamente gli standard USA per quanto riguarda precisione e resistenza (Oakley non a caso è utilizzata dalle forze armate americane, n.d.r.). Il tracciamento oculare fatto sui Jawbreaker ha evidenziato poi quanto la parte alta della lente fosse importante nel campo visivo di un ciclista ed è stata quindi ampliata del 44%.

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Prizm

Altra grossa novità introdotta con i Jawbraker sono sicuramente le lenti Prizm. Questa nuova tipologia di lenti è l’ultima nata e incorpora in sé anni di sviluppo e ricerca. Divise per tipologia di utilizzo, propongono diverse caratteristiche visive in base allo sport che pratichiamo.

Troveremo un minor contrasto e colori più accesi nella versione Trail così da migliorare i cambi di luce sui sentieri, mentre nella versione Road il contrasto sarà accentuato così da poter vedere qualsiasi variazione nel manto stradale.

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Troviamo poi la versione Golf, Baseball e Daily ognuna con caratteristiche visive specifiche. In questa sezione del sito Oakley potete mettere a confronto le varie caratteristiche in tempo reale.

Switchlock

Anche Switchlock fa parte delle tecnologie brevettate Oakley. Un sistema che si evolve e dopo i Jawbone ed i Radarlock arriva alla sua versione più evoluta con i Jawbreaker. Tirando il nasello si apre infatti il sistema di ritenzione della lente e in pochi secondi e senza nessuno sforzo si può sostituire quest’ultima, così da adattare l’occhiale ad ogni condizione ambientale.IMG_1280

Montatura

Ultima ma di sicuro non meno importante è la montatura regolabile. Negli ultimi modelli dalla casa statunitense capitava di incorrere in un piccolo problema di ingombri. Con la quasi totalità dei caschi in commercio succedeva che le astine entrassero in contatto con la chiusura posteriore del casco andando così a perdere stabilità. Le nuove astine permettono ora di essere regolate su ben tre posizioni ed adattarsi al meglio ad ogni ciclista ed ogni casco.

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Ride on

Non posso mentire, sono un vero “Oakley addicted” e da quando ho mosso i primi passi nel mondo del ciclismo ho sempre utilizzato prodotti della casa americana. Ho provato in varie occasioni altri occhiali che promettevano essere almeno di pari livello ma niente, secondo me, ha mai raggiunto una simile qualità in campo ottico sportivo.

Basta estrarre i Jawbreaker dalla confezione per capire che non sono un paio di occhiali, sono ben di più. Il classico astuccio a forma di “uovo” nero con tramatura simil carbonio, su cui capeggia il logo in rilievo, è diventato ormai il must per la linea sportiva. Con mio grande rammarico all’interno trovo solamente gli occhiali, la bustina in microfibra che funge anche da stuoietta per pulire le lenti ed un nasello di scorta.

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Sparisce quindi la seconda lente fornita di serie nei modelli precedenti. Questo potrebbe essere dovuto sia ad una manovra di marketing sia al miglioramento generale delle lenti Prizm che hanno alzato di parecchio l’asticella per le lenti standard non polarizzate. Sta di fatto che per uno sportivo una lente aggiuntiva, magari neutra da utilizzare in condizione di scarsa luce, sarebbe stata sicuramente ben accetta.

Ma parliamo delle prestazioni… basta davvero un secondo per capire tante cose. Appena indossati si percepisce quanto la lente “migliori” la visione del nostro campo visivo andando a diminuire le luci molto forti e migliorando la nitidezza generale. Il comfort è ottimo e i punti di contatto con il viso si limitano ad aeree circoscritte sul naso e sulle orecchie.

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Nessun’altra parte della montatura va a toccare la pelle andando a migliorare quindi l’aerazione. Essendo poi molto grandi i Jawbraker danno una sensazione di protezione non indifferente, molto simile a quella che si ha indossando una mascherina da snowboard o da downhill. Unica pecca di questa dimensione è però la ventilazione nei tratti in salita che a velocità molto basse non permette all’aria di circolare perfettamente.

Sicuramente con i Radarlock, modello dalla lente leggermente più piccola, questo problema è molto meno marcato. Grazie ai punti di appoggio minimali e il peso davvero contenuto si può indossare per un’intera giornata i Jawbreaeker dimenticandosi quasi di averli indosso. Quando invece volete pulire per bene gli occhiali vi basta allentare lo Switchlock ed estrarre la lente, così da ottenere un livello di pulizia totale.

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Con le astine regolabili invece, i problemi di interferenza con il casco che avevo trovato nei modelli precedenti sono finiti e la stabilità è praticamente perfetta rendendo gli occhiali immobili nonostante la pelle molto sudata o le forti vibrazioni della guida fuoristrada. In due mesi di utilizzo i Jawbreaker sono stati miei compagni quasi quotidianamente e mi hanno accompagnato in strada, in mtb e nella vita quotidiana provando e rimarcando ancora una volta le loro doti.

Il sole più accecante ed il fango dei sentieri non ha infatti intaccato minimamente le performance e nonostante mi siano caduti qualche volta di troppo, né la lente né la montatura hanno subito danni. Mi hanno invece salvato la faccia da una caduta con la mia enduro, andandomi a riparare  da un grosso ramo che ha solo rigato leggermente la lente a discapito della forte velocità di impatto.

Oakley quindi ribadisce la sua leadership nel campo degli occhiali sportivi creando un prodotto pensato da un campione per tutti i ciclisti del mondo.

La chicca

Leggerezza, design, comfort e qualità della lente

La pecca

Una sola lente fornita nella confezione. Prezzo.

 

A proposito dell'autore

Andrea Ziliani è un appassionato di ciclismo a tutto tondo. Corre su strada dalle categorie giovanili e da qualche anno anche in enduro. Appassionato di motori, fotografia ed ogni cosa che riguarda la meccanica e la velocità.