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Il 23 e il 24 marzo 2019 si è tenuto il secondo brevetto de I Magnifici Quattro: la Randonnée Fiumi e Laghi. La prova si è svolta su di una distanza di 314 km per 1.400 metri di dislivello.

Come per la Randonnée del Lago di Garda, il luogo di partenza e arrivo era fissato a Montorio Veronese, presso la sede del CRAL del BPM. Il tempo limite per portare a termine la prova era di 20 ore.

Il percorso si è snodato tra le provincie di Verona, Mantova e Trento, attraverso piste ciclabili e stradine secondarie spesso costeggianti fiumi e laghi.

Con questa prova abbiamo dato inizio alle pedalate in notturna. Infatti la partenza era fissata per le ore 23:00 di sabato 23 marzo.

La notevole escursione termica prevista tra notte e giorno ha indotto i più ad adottare un abbigliamento pesante per la nottata, e un cambio estivo per la giornata successiva. In tal modo le biciclette risultavano allestite con borse e borsini quasi dovessimo affrontare un brevetto da 600 km!

Puntualissimi, alle 23 in punto di sabato 23 marzo, partivamo.

partenza randonee fiumi e laghi 2019

Nel volgere di pochi chilometri attraversavamo il centro storico di Verona, per poi imboccare la ciclabile delle risorgive sino a Villafranca.

Non è un pedalare agevole quello su ciclabili, soprattutto se si è in gruppi numerosi e per i frequenti ostacoli che si incontrano (paletti, sbarre, ecc…). Ciò, infatti, induce a frequenti rallentamenti con conseguenti rilanci: le gambe risultano oltremodo sollecitate.

In ogni caso la scelta di farci pedalare sulle ciclabili ha rappresentato una sicurezza in più, permettendoci di viaggiare protetti e al di fuori del traffico veicolare.

partenza  randonee fiumi e laghi 2019

Giunti a Villafranca procedevamo in direzione Mantova su stradine secondarie.

Poco dopo le 2:00 della notte, e 77 km percorsi, giungevamo a Mantova, ove ci accoglieva la vista del Castello di San Giorgio.
(foto 5)

Percorse poche centinaia di metri ci attendeva il primo controllo presso il Caffè Bibiena, in via Accademia. Una breve sosta per recuperare le forze e mangiare qualcosa.

pausa ristoro randonee 2019

La ripartenza avveniva in piccoli gruppi, anche in modo da diminuire un poco la velocità di pedalata (piuttosto sostenuta sino a quel punto).

Attraverso la ciclabile del Mincio puntavamo verso il Lago di Garda. Questa ciclabile, che percorsa durante le ore diurne deve essere spettacolare, ci regalava alcuni scorci di rara bellezza: il piccolo borgo di Borghetto sul Mincio ed il Ponte Visconteo presso Volta Mantovana (l’oscurità non mi ha permesso di effettuare alcuno scatto, rimedio con due foto scattate, in altre occasioni, durante le ore diurne).

vista su borgetto sul Mincio durante la randonee

Un paio di tratti sterrati imponevano un supplemento di attenzione, onde evitare il rischio di forature o cadute.

Al termine della ciclabile eravamo nei pressi di Peschiera del Garda, faceva ancora buio e ci separavano circa 20 km al secondo controllo. Dalla oscurità iniziavano a filtrare le prime luci dell’aurora.

Questa è, per me, l’ora più problematica, poiché l’intera nottata trascorsa a pedalare presenta il conto, ed è in agguato la crisi di sonno. Preferisco non rischiare, quindi a tratti scendo dalla bici per percorrere un breve tratto a piedi, mangio un pezzetto di cioccolato e bevo un sorso d’acqua. In questo modo tengo sotto controllo il sonno.

Arriviamo a Bardolino, al Bar K da Giacomo&Elena, in via Europa Unita, apponiamo il secondo timbro sulla carta di viaggio e facciamo colazione. Abbiamo nelle gambe già 140 km, siamo a circa metà percorso.

Percorriamo per un breve tratto la pista ciclabile che corre sul lungolago e riusciamo a “rubare” qualche immagine dell’alba.

vista dell'alba su lago di garda durante la randonee 2019

A questo punto ci attende la Gardesana sino a Torbole, e per 30 km avremo il vento contrario a tenerci compagnia!
(foto 12,13,14)

Intanto il sole inizia a scaldare, ciò ci fornirà la scusa per una breve sosta e cambiare abbigliamento. Da Torbole puntiamo al Lago di Cavedine percorrendo la ciclabile del Sarca e stradine secondarie.

Passiamo in successione Arco e Dro.

arco randonee fiume laghi 2019

Giunti al lago è d’obbligo una sosta per coglierne la bellezza e immortalarla in un paio di scatti.

vista lago di cavedeine durante la randonee fiumi e laghi 2019

Lancio una occhiata al Garmin, i chilometri percorsi son 206… ne mancano solo 100, il più è fatto.

Ripercorriamo a ritroso un tratto di strada (foto 22), ci dirigiamo verso Nago e, all’improvviso, ci si apre dinanzi una spettacolare veduta dall’alto del Lago di Garda: immancabile la sosta foto!

lago di garda randonee fiumi e laghi 2019

La ciclabile dell’Adige ci conduce sino a Loppio, al BiciGrill Duchi’s da Silvio, ove è posto il terzo ed ultimo controllo. La stanchezza comincia a farsi sentire dopo 232 km occorre reintegrare con una buona fetta di strudel e un bicchiere di coca.

Si riparte alla volta di Verona sempre percorrendo la ciclabile dell’Adige: l’andamento vallonato, con qualche strappo cattivo, dà decisamente noia alle gambe. Il pensiero, però, corre all’ultima fatica di giornata: la salita delle Torricelle!

Siamo a Verona ed eccola la fatidica salita, la strada si impenna repentinamente e son dolori.
(foto 24)

In una qualche maniera superiamo anche questo ostacolo. Una veloce discesa, un paio di km in piano e siamo a Montorio.

Il brevetto da 300 km è conquistato!

foto di gruppo arrivo randonee fiumi e laghi

Il nome della randonnée racconta tutto del tema dominante del percorso: l’acqua dei fiumi, in movimento continuo e le calme acque dei laghi con il loro contorno di monti.

È un percorso che regala anche tanta arte e storia: Verona con l’Arena, Mantova città patrimonio UNESCO, e ancora Borghetto sul Mincio e il Ponte Visconteo.

Alcune cose, pedalando di notte, ce le siamo perse, ma ci rifaremo organizzando una bella e tranquilla pedalata durante il giorno per goderci paesaggio e città.

Per i dati tecnici della randonnée vi rimando a Strava.

E vi do appuntamento alla terza prova de “I Magnifici Quattro”: la Randonnée della Valsugana, 400 km.

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A proposito dell'autore

Classe 1965, vive a Sassuolo (Mo) e ha due grandi passioni: il diritto e la bicicletta. La prima l’ha trasformata in una professione, infatti esercita la professione di Avvocato dal 1994. La bicicletta è stato un fortunato incontro che le ha migliorato la vita. Predilige le lunghe distanze, e questo mi l'ha portata a cimentarsi con le randonnee. Tra le principali randonnee a cui ha partecipato e portato a conclusione vi sono la 1001 Miglia d’Italia e i 1000 km della Sicilia No Stop.