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Fino a pochi anni fa vedevamo nel ciclismo su strada incredibili sfide tra i gregari riguardo al numero più alto di borracce trasportate in un colpo solo, con un record di 18.

Oggi, invece, anche e soprattutto a causa dei rischi comportati da tale operazione, si è ritornati alla normalità e il gilet portaborraccia utilizzato dal russo Ivan Rovny della Tinkoff durante le prime tappe del Giro d’Italia 2016, in terra olandese, è risultato un’ottima soluzione sotto più punti di vista.

due ciclisti del team Tinkoff indossano il gilet portaborracce realizzato da Sportful

Due gregari del team Tinkoff indossano il gilet portaborracce

Già usato da alcuni suoi compagni in passato, è prodotto dall’azienda veneta Sportful e costa 129,90 euro.

Che cos’è il gilet portaborracce?

Il gilet portaborracce è uno smanicato in tessuto traforato dotato di tasche posteriori e anteriori, all’interno di cui trovano spazio varie borracce. È dunque un sistema comodo, veloce e molto più sicuro rispetto al passato.

Questo giubbino viene difatti passato dal direttore sportivo in ammiraglia al ciclista, che lo indossa in pochi istanti. Poi, questi, rientra nel gruppo di testa e i suoi compagni “pescano” la propria borraccia dalla tasca.

Ricordiamo inoltre la possibilità di trasportare due ulteriori borracce all’interno degli appositi portaborracce posti sul telaio.

il gilet portaborracce realizzato da Sportful per il team Tinkoff

Il gilet portaborracce prodotto dalla Sporful personalizzato con la livrea del team Tinkoff

Punti a favore e confronto con il passato

Come già detto, è un’operazione velocissima e piuttosto sicura. In passato (e, seppur non si tentino più quei record, ancora oggi in numerosi casi), invece, il team manager passava una borraccia alla volta al corridore.

Questi si riempiva innanzitutto le tasche posteriori della maglietta, poi se ne poneva altre sotto la maglietta nella zona della pancia, un paio sui portaborracce del telaio e, infine, un numero imprecisato in mano.

Pur svolgendosi in momenti di calma e lontani dal traguardo o dagli inizi di una salita decisiva, questi rifornimenti di acqua avvenivano (e avvengono) comunque a discrete velocità, risultando abbastanza difficoltosi e pericolosi nel momento del rientro in un gruppo di quasi duecento unità.

gregari prendono borracce da un'ammiraglia durante una corsa di ciclismo

Due gregari impegnati nella classica azione di rifornimento borracce: la chiamata all’ammiraglia e il passaggio a una a una delle borracce

Diventerà presto un nuovo sistema impiegato all’unanimità nel mondo professionistico oppure sarà soltanto una moda passeggera o utilizzata solo da qualche squadra?

Vedremo ma, intanto, ben vengano le innovazioni portatrici di una maggiore sicurezza.

Per maggiori info, vai sul sito Sportful e visita il sito: www.tinkoffsportshop.com.

A proposito dell'autore

Ha gareggiato per diverse stagioni nel mondo dell'atletica leggera come velocista prima di dedicarsi al ciclismo amatoriale. Grande appassionato di storia e di cultura sportiva, ha intrapreso la carriera giornalistica dopo la laurea in Lettere e ha fondato il team dilettantistico Fondocorsa assieme ad alcuni amici. In estate potreste trovarlo su Stelvio e Gavia, ma la salita non è proprio la sua specialità migliore.