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Todd Reichert e Cameron Robertson hanno sfiorato i 140 km/h su Aerovelo.

Secondo voi, senza andare a controllare in Rete e senza imbrogliare: quale velocità massima può raggiungere un veicolo a propulsione umana?
Avete effettuato le vostre scommesse e scritto le vostre previsioni?

Bene, perché da qualche giorno la risposta è 139,44 chilometri orari e l’impresa è stata condotta con successo da Todd Reichert e Cameron Robertson, due esperti di veicoli a propulsione umana i quali, in precedenza, avevano realizzato tentativi simili pure con “aerei” e “moto d’acqua”.

Il record di velocità per veicoli a propulsione umana è uno dei primati più impegnativi e da tempo sembrava aver raggiunto un limite fisico impossibile da migliorare in modo significativo: basti pensare che dal 2001 al 2015, nonostante i più svariati tentativi, è stato avanzato di “appena” 4,8 km/h mentre ora, in un sol colpo, siamo passati da 133,78 km/h a 139,44 km/h.

Quali sono i motivi di un simile exploit?
Non essendo possibile individuare un unico merito, bisogna suddividerlo fra mezzo e pilota.

L’eliminazione dell’attrito è stato il fronte su cui i tecnici hanno svolto il maggior lavoro; tramite una superficie esterna sagomata e levigata alla perfezione hanno ottenuto un isolamento dalle vibrazioni della strada e la formazione di un guscio d’aria, che fluisce attorno al veicolo senza intoppi e senza che gli eventuali insetti spiaccicati riescano a far presa e a generare attrito.

Pure gli altri componenti di questa bici futuristica hanno contribuito al successo dell’operazione: qualità di gomme, catena e lubrificante oltre al peso e alla rigidità del guscio sono stati ulteriori fattori decisivi.

foto di Todd Reichert, il "motore" che ha permesso ad Aerovelo di superare i 139 km/h

Todd Reichert, il “motore” che ha permesso ad Aerovelo di superare i 139 km/h

Infine il motore, cioè il corpo e le gambe che devono trasmettere potenza per spingere Aerovelo fino al limite; gambe che appartengono a Todd Reichert, atleta abituato a imprese al limite, già conosciuto sin dai tempi del suo ornitottero umanoentrato ora nel ristretto gruppo degli uomini più veloci al mondo.

La preparazione per Aerovelo è stata durissima, divisa fra palestra, per sviluppare forza e potenza, e sessioni di guida del mezzo che, oltre a esigere una posizione particolare da parte del ciclista, non permette la visione dell’esterno.
La guida avviene quindi tramite telecamere, che riprendono la pista e rimandano l’immagine al pilota su uno schermo, non proprio il massimo per quanto riguardi la velocità delle reazioni.

foto dell'Aerovelo e il suo interno

Ecco lo schermo su cui Todd Reichert vede la strada, essendo il guscio protettivo e aerodinamico di Aerovelo completamente bianco e senza finestrini

Quando ti scagli a 139,44 km/h, qualsiasi minimo avvallamento e raffica di vento diventano variabili importanti da tenere sotto controllo.
Todd Reichert e Cameron Robertson hanno compiuto l’impresa, giungendo così in cima al mondo, ma Reichert ha già affermato come vi siano ulteriori margini di miglioramento.

Adesso voliamo per qualche minuto nel deserto del Nevada e godiamoci questa magnifica impresa; i 150 km/h sono sempre più vicini!

 

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A proposito dell'autore

Grande appassionato di natura, cinema e scrittura, collabora da anni con siti di musica, cinema, spettacolo e informazione occupandosi di varie tematiche. Milano gli ha fatto scoprire il mondo della bicicletta e da allora il suo amore per le due ruote continua a crescere inarrestabile.