Invia a un amico










Inviare

Per chi vive nel Garda Trentino il giro della valle di Cavedine è un “must”, tanto che ormai lo è diventato anche per i turisti e i ciclisti di passaggio o in vacanza nella zona.

Si tratta di un percorso molto vario per la presenza di tratti pianeggianti, in salita e discesa, il tutto su strade secondarie e piste ciclabili condito con un panorama davvero suggestivo.

L’itinerario si può affrontare sia in senso orario che in senso antiorario. Quello che vi propongo io è in senso orario e il passo che affrontiamo è il Sant’Udalrico. Il giro è lungo 50,3 km con un dislivello positivo di 697 metri.

Dove si trovava Arco di Trento?

Arco di Trento si trova in Trentino, esattamente nel Garda Trentino a pochi chilometri dal lago di Garda. Per raggiungerla si percorre l’autostrada A22, con uscita a Rovereto Sud. Al casello si seguono le indicazioni per il Garda e, raggiunto l’abitato di Nago, si va verso Arco. Da Trento si prende la SS45bis con direzione lago di Garda. Da Milano l’uscita del casello autostradale dell’A4 è Brescia Est quindi seguite le indicazioni per il lago di Garda prendendo la SS45bis direzione Salò quindi per Riva del Garda. Arco si trova a circa 6 km.

mappa della zona del garda trentino e arco

Arco si trova nella zona del Garda Trentino ed è facilmente raggiungibile anche da Rovereto.

Dati riepilogativi del giro della Valle di Cavedine

Partenza  Arco di Trento 90 m
Arrivo Arco di Trento 90 m
Dislivello totale  697 m
Lunghezza  50,3 km

Consigli: Itinerario si svolge principalmente su pista ciclabile e su strade con poco traffico veicolare questo non toglie che bisogna rimanere a destra e in discesa moderare la velocità. Visto che non si raggiungono quote elevate il mio consiglio è di portare con voi uno spolverino.

altimetria del giro in bici nella valle del cavedine

L’anello che vi proponiamo è lunga circa 50 km e il dislivello (quasi 700 m) è ben distribuito lungo il percorso.

Il giro della Valle di Cavedine in bdc

Ho iniziato la mia pedalata partendo dalla cittadina di Arco di Trento che si trova a circa 7 Km a nord del Lago di Garda. Come prima cosa ho acceso il GPS e prima di iniziare a pedalare ho speso un minuto per ammirare la piazza principale e i palazzi che l’avvolgono e la chiesa arcipretale.

Alzando lo sguardo ho notato il castello che domina sulla sottostante cittadina. Ho percorso a velocità tranquilla via Segantini, notando i moltissimi i negozi di articoli da montagna presenti.

Alla fine della via ho svoltato a sinistra e quindi subito a destra, dove ho preso la pista ciclabile in direzione nord. In questo punto ho atteso Roberto, poi assieme abbiamo intrapreso questa bellissima giornata pedalando in compagnia.

Mi sono ritrovato a pedalare su una pista ciclabile ben mantenuta, con asfalto perfetto e alla mia destra ho notato il fiume Sarca che nasce dall’Adamello mentre a sinistra la parete verticale del Castello di Arco.

Chiacchierando con il mio amico abbiamo notato alla nostra sinistra le pareti strapiombanti dei Colodri, una delle numerose palestre a cielo aperto di arrampicata sportiva presenti in questo territorio.

falesie arrampicata lungo la ciclabile fuori arco

Appena fuori la cittadine trentina, percorrendo la ciclabile sul Sarca, si scorgono le famose falesie per l’arrampicata di Arco.

La striscia di asfalto corre lungo il tomo del fiume. Ho pedalato tra vigneti e meleti con sottofondo il fruscio delle acque del Sarca. In fretta ho raggiunto il termine della ciclabile quindi ho svoltato a sinistra e mi sono ritrovato a pedalare su strada aperta al traffico.

Attraversata la piccola frazione di Ceniga, a destra ho trovato una fontana e mi sono fermato per riempire la borraccia. Ho proseguito parlando sempre di bici con Roberto e in pochi minuti sono giunto e ho superato l’abitato di Dro, quindi ho seguito i cartelli con le indicazioni per la pista ciclabile. Ho lasciato dietro le spalle le ultime abitazioni per proseguire tra i vigneti e nel silenzio della campagna.

Ho continuato per circa un chilometro quindi ho preso la prima strada a destra, abbandonando la ciclabile. Al termine della strada ho svoltato a sinistra e mi sono ritrovato a pedalare su strada principale e in salita. Ho cambiato rapporto inserendone uno più agile e in fila indiana ho seguito Roberto salendo in tranquillità.

Chiacchierando con Roberto ho visto sulla destra a bordo strada il cartello che indica l’itinerario per raggiungere la ferrata del Rio Salagoni, un percorso davvero da provare. Ho scalato un altro rapporto e ho fatto un tratto pedalando in piedi, ammirando il panorama: anche se ho percorso tante volte questa strada sia in bici da corsa che in fatbike, regala sempre belle sensazioni.

visita marocche e cantine vin santo in bicicletta

La zona è famosa per le “marocche” con l’area archeologica dove osservare le orme di dinosauro o le cantine di vin santo.

Poco dopo ho notato il cartello con le indicazioni per il lago di Cavedine. Ho preso questa deviazione e mi sono ritrovato in un’ambientazione scenica davvero suggestiva, con pietre enormi e sassi di color bianco/grigio. Non è la prima volta che mi trovo qui ma rimango sempre meravigliato dalla natura e da questo suggestivo panorama, le “marocche”, una frana molto antica. Penso a quante storie potrebbero raccontare le pietre, dalle glaciazioni fino ai giorni nostri, attraverso tutta la storia trascorsa.

La strada si restringe e continuando mi sono trovato in cima alla salita, dove a sinistra c’è uno slargo e un cartello esplicativo della zona. Ho iniziato la discesa e sulla sinistra ho scorto le indicazioni per le orme dei dinosauri, tracce affiorate alcuni anni fa su masso.

Ho concluso la discesa e mi sono ritrovato a costeggiare il lago di Cavedine, uno specchio molto meno famoso del lago di Garda ma che possiede il suo fascino. Ho continuato sulla strada principale evitando qualsiasi svolta e molto velocemente, tra tratti in salita e in discesa, sono arrivato alla fine del lago.

lago di cavedino in bicicletta

Il lago di Cavedine non è balneabile ma è ambito dagli amanti di vela, kite e windsurf.

Mi sono mantenuto sempre sulla strada principale evitando qualsiasi deviazione e in breve tempo sono giunto ed ho attraversato la frazione di Pergolese. Dopo questa ci si trova magicamente a pedalare ancora tra vigneti che forniscono uve pregiate, impegnate nella produzione del famoso vino santo, prodotto d’eccellenza della zona.

Sono giunto dopo un lungo rettilineo a Sarche dove alla rotonda ho girato a destra quindi mi sono portato sulla strada principale, assai trafficata. Ho seguito i cartelli stradali per Trento e prestando attenzione ho visto alla mia destra come per incanto il lago di Toblino, una meraviglia. Ho costeggiato il lago ammirando i suoi colori e il ristorante che si trova nel maniero costruito lungo il bordo.

Alla rotonda ho seguito le indicazioni per Santa Massenza. Dopo il lago di Toblino ci si trova quindi sulle rive del lago di Santa Massenza, un lago di origine glaciale collegato con al precedente da un breve canale. Giungendo verso l’abitato ho notato a destra l’imponente centrale idroelettrica, aperta solo in alcuni periodi dell’anno.

sosta al ristorante castel toblino durante un giro in bici

La passerella lungo il lago di Toblino è molto suggestiva e il ristorante sulla riva offre un’atmosfera romantica e pietanze ricercate.

Sono giunto nella piazzetta principale dove ho seguito il cartello stradale per Trento e ho trovato diverse distillerie che producono grappe con le vinacce dei vigneti locali. Dopo un tratto pianeggiante ho cambiato rapporto e sono salito agilmente, sempre parlando con Roberto e ammirando il sottostante lago.

Allo stop ho svoltato a sinistra e mi sono ritrovato nella frazione di Padergnone, famosa per la “cantinotta”, un locale tipico dove generazioni di giovani si sono fermati per bere un bicchiere di vino e mangiare un panino. Sono arrivato ad un bivio dove ho svoltato a destra seguendo le indicazioni per la valle di Cavedine.

La strada sale, quindi ho scalato marcia e ho continuato la mia bella pedalata ammirando il panorama, fatto di vigneti che si perdono a vista d’occhio nella valle. La mia mente va ai vini profumati che ricordano queste zone. A Calavino, un piccolo centro abitato, mi sono fermato a bordo strada per riempire la borraccia di acqua fresca alla fontana, inserendo il punto d’interesse nel GPS. Sono risalito in sella e ho proseguito la pedalata con Roberto parlando del più e del meno ma soprattutto di bici e dell’eroica 2018.

itinerario in bicicletta con castel madruzzo

La zona è dominata da Castel Madruzzo, una fortezza medievale che ospitò anche Antonio Fogazzaro.

Ho proseguito attraversando l’abitato di Lasino e mi sono ritrovato nuovamente a pedalare sempre tra vigneti, meleti e campi di patate e, alzando lo sguardo, ho visto alla mia sinistra un maniero, Castel Madruzzo. A una rotonda ho proseguito diritto e su un cartello ho notato la scritta Monte Bondone. Questo rappresenta il versante meno faticoso per raggiungere la montagna della città di Trento.

Agilmente ho attraversato Stravino quindi ho trovato un tratto pianeggiante dove ho cambiato rapporto e sono giunto a Cavedine. Qui ho seguito i cartelli per il centro dove nella piazza principale ho proseguito, giungendo in breve tempo a Brusino. Ho concluso la salita, mi sono immesso sulla strada principale e dopo alcune decine di metri ho notato a destra il cartello del Passo Sant’Udalrico a 584 metri di quota e “cima coppi” dell’itinerario.

passo san udalrico giro laghi di cavedine

Passo San Udalrico è posto a 584 m ed è il punto più alto del nostro anello nella zona dei laghi di Cavedine.

Ho iniziato la discesa con prudenza, pennellando curve molto ampie e molto veloci. Ho attraversato una breve galleria e sono giunto al paese di Drena e sullo sfondo ho visto il castello. Mi sono fermato con Roberto davanti alla stradina lastricata che conduce al maniero per un caffè prima di iniziare la discesa verso Arco.

Sono risalito in bici e ho affrontato subito un paio di tornanti ampi e ben disegnati con una visuale sulla valle sottostante. Da questa strada ho una visione completa dell’area delle ‘marocche’. Ho scattato alcune foto verso sud dove sono riuscito a far rientrare nello scatto anche se piuttosto piccolo e in lontananza il castello di Arco.

Continuando la discesa ho iniziato a rivedere gli ulivi e dopo un tratto rettilineo in leggera pendenza ho notato il cartello per la pista ciclabile. Seguendo l’indicazione ho attraversato l’abitato di Dro quindi sono giunto a Ceniga dove ho ripreso la ciclabile direzione sud. Ultimi colpi di pedale e sono giunto al termine della ciclabile ad Arco dove ho girato a destra e ho percorso via Segantini a ritroso fino al punto di partenza.

Questa zone del lago di Garda è ricca di itinerari da percorrere in bicicletta, alcuni impegnativi e altri più semplici come la ciclabile da Riva del Garda a Torbole.

Invia a un amico










Inviare
iscrizione newsletter

Iscriviti alla newsletter di BiciLive.it


Ho letto e accetto le Politiche di Privacy

A proposito dell'autore

Abito ad Arco di Trento, mecca della bici a 360°. Unisco la passione della bici al mio lavoro di cartografo e di rilevatore GPS di itinerari bici e trekking. Ho scritto due guide, una di mountain bike e l'altra di cicloturismo.