BiciLive.it ha incontrato a CosmoBike Show di Verona lo chef Davide Oldani, presente allo stand Bianchi per sancire la propria collaborazione e amicizia con il leggendario marchio ciclistico italiano.

Oldani, celebre a livello planetario grazie alle sue innovazioni culinarie tese a recuperare i sapori tradizionali, ci ha parlato della sua enorme passione per il mondo della bicicletta, narrandoci la propria filosofia a due ruote e i principi salutari che ne contraddistinguono lo stile di vita e di lavoro.

Ringraziamo inoltre Claudio Masnata del team Bianchi per la disponibilità.

Davide Oldani a CosmoBike Show allo stand Bianchi

Nel titolo del tuo primo libro parli di viaggi e sogni. Quali altri elementi accomunano chef e ciclista?
Credo che il ciclismo e la cucina debbano unirsi sempre di più perché cuoco e ciclista condividono molti lati in comune e hanno bisogno l’uno dell’altro. Dico ciò poiché sport vuol dire stare bene e buona cucina vuol dire stare bene. Il mio approccio attuale è teso verso la comunicazione del movimento e della buona cucina.

In un’altra tua opera citi invece il gioco di squadra. Da questo punto di vista, denoti similitudini tra i due mondi?
Da appassionato, vedo la bici come uno sport solitario e non come un gioco di squadra. Probabilmente, il gioco di squadra avviene all’interno dei team professionisti che corrono Tour, Giro e Vuelta, ma per me è un’attività solitaria e questa situazione mi sta aiutando molto in questo momento della mia vita perché fa sì che possa restare solo e riflettere su tutto ciò in cui sono impegnato. Durante questo periodo di cambiamenti lavorativi, quando salgo in bici trovo la libertà e penso e ripenso alle mie attività. Quindi mi regala la possibilità di appartarmi e di continuare a sognare sulla mia vita.

Quali sono le tue prospettive future assieme a Bianchi?
Andare sempre di più in bici, ritagliandomi un po’ di tempo per frequentare maggiormente la bicicletta. Bianchi non ha bisogno delle mie presentazioni … perché è Bianchi! Sono inoltre legato da un’amicizia con il team addetto alla comunicazione e soprattutto a Salvatore Grimaldi, una grandissima persona che ha rilanciato il marchio Bianchi in una maniera più adeguata.

Qual è il piatto perfetto per il ciclista?
Il piatto perfetto per il ciclista è difficile a dirsi. Credo che il piatto perfetto debba essere gustato ogni giorno per una questione di benessere. Dovremmo sfruttare al meglio la stagionalità, mangiando forse più frutta, verdura, erbe e un filino in meno di carne rossa. In questo momento prediligo carne bianca e pesce azzurro, oltre a molta frutta e molta verdura.

Che cosa ne pensi di gel e barrette?
È fondamentale che vengano realizzati con prodotti naturali.

La tua famiglia era coppiana o bartaliana?
Da ciò che ricordo, il mio caro papà era un tifoso di Fausto Coppi.

Segnaliamo infine i due libri scritti da Davide Oldani, da noi citati durante l’intervista.

– Cuoco andata e ritorno. Viaggi, sogni, ricette di un uomo che voleva cucinare (Touring Editore, 2007)

– Pop. La nuova grande cucina italiana. D’O, ricette e gioco di squadra (Rizzoli, 2010)

 

Per ulteriori informazioni:

www.cucinapop.do

www.bianchi.com

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A proposito dell'autore

Ha gareggiato per diverse stagioni nel mondo dell'atletica leggera come velocista prima di dedicarsi al ciclismo amatoriale. Grande appassionato di storia e di cultura sportiva, ha intrapreso la carriera giornalistica dopo la laurea in Lettere e ha fondato il team dilettantistico Fondocorsa assieme ad alcuni amici. In estate potreste trovarlo su Stelvio e Gavia, ma la salita non è proprio la sua specialità migliore.