Invia a un amico










Inviare

Si è concluso da pochi giorni uno dei mesi più belli e importanti della stagione, il mese che ha visto il primo dei tre grandi giri in programma: l’edizione 2018 del Giro d’Italia.

Solo tre le corse World Tour di maggio 2018: oltre alla rassegna rosa anche l’Eschborn-Frankfurt, classica tedesca, e il Giro di California, con alcuni degli sprinter migliori al mondo.

Andiamo ora ad analizzare le principali corse del mese, con un occhio maggiore sulle tre WT, in primo luogo sul Giro d’Italia, terreno di campioni e azioni d’altri tempi.

Alexander Kristoff del team UAE

Eschborn-Frankfurt: 1 maggio

Quella di Francoforte è una classica di 212 chilometri, adatta soprattutto ai velocisti in grado di tenere sugli strappi e sulle salite dure ma brevi.

Per la quarta volta consecutiva, diventando primo nella classifica dei plurivincitori della corsa, si impone allo sprint Alexander Kristoff (UAE Team Emirates, su Colnago).

Il vincitore della Sanremo ’14 e del Fiandre ’15, vince davanti a Michael Matthews (Team Sunweb, su Giant) e Oliver Naesen, campione belga dell’Ag2R La Mondiale (su Factor), quarto il nostro Andrea Pasqualon (Wanty-Groupe Gobert).

Da segnalare che questa è solo la terza vittoria della squadra araba, tra le quali due WT, tutte sotto il segno del campione europeo in carica.

Greg Van Avermaet vincitore del Tour of Yorkshire 2018

Tour de Yorkshire: dal 3 al 6 maggio

Quella del 2018 è solamente la quarta edizione della corsa, ma ha nuovamente presentato un pubblico di altissimo livello, da fare invidia alle migliori World Tour.

Quattro tappe tutte vallonate, adatte agli uomini da classiche: la classifica generale è andata al belga campione olimpico Greg Van Avermaet (BMC), che anche senza vincere alcuna frazione, si impone per 9 secondi su Eduard Prades (Euskadi Murias) e per 14″ sul connazionale Serge Pauwels (Dimension Data, su Cervèlo).

Ottima la prestazione di Magnus Cort Nielsen (Astana, su Argon 18), vincitore di una tappa e due giorni leader della GC, e dei giovanissimi Harry Tanfield (Canyon Eisberg) e Max Walscheid (Team Sunweb), trionfanti nella prima e nell’ultima frazione.

Chris Froome vincitore del Giro d'Italia 2018

Giro d’Italia: dal 6 al 27 maggio

Una delle edizioni più belle della corsa rosa negli ultimi anni, in cui abbiamo avuto vari leader: Tom Dumoulin, Rohan Dennis, Simon Yates, che sembravano poter imporre le proprie regole sulle dure montagne del Giro.

Alla fine però l’ha spuntata Chris Froome (Team Sky, su Pinarello), favorito alla vigilia della partenza, ma già escluso dalla lotta dopo tanto terreno perso e due cadute.

Il britannico ha saputo rialzarsi, andando a vincere sul Kaiser, il Monte Zoncolan e attaccando ai meno 80 chilometri dal traguardo della tappa più dura, mandando in crisi tutti e trionfando con più di tre minuti sul secondo, vestendo per la prima volta in carriera la maglia rosa.

Froome, che ora ha come obiettivo la gialla del Tour de France, ha sopravanzato il costante, ma mai attaccante Tom Dumoulin (Team Sunweb) e il giovanissimo Miguel Angel Lopez (Astana), maglia bianca di miglior giovane.

Cinque tappe hanno visto il tricolore sul gradino più alto del podio, grazie alle 4 volate vincenti di Elia Viviani (Quickstep, su Specialized) e alla sparata di Enrico Battaglin (Lotto NL-Jumbo, su Bianchi) nella frazione di Santa Ninfa, nella Valle del Belice.

Per la classifica generale l’Italia piazza Domenico Pozzovivo (Bahrain-Merida) in quinta posizione e Davide Formolo (Bora-Hansgrohe, su Specialized) in decima, coinvolto in una caduta che ha compromesso la sua classifica nelle prime tappe della corsa.

Delude Fabio Aru (UAE Team Emirates), chiamato al salto di qualità, ma mai in condizione prima del ritiro alla 19esima tappa.

Egan Bernal del team Sky

Giro di California: dal 13 al 19 maggio

In parallelo al Giro d’Italia si è corso un giro a tappe di una settimana nella lontanissima California, con alcuni dei corridori più interessanti del ciclismo internazionale.

A partire dai velocisti, abbiamo assistito ad alcune volate molto belle, andate però tutte e tre al colombiano Fernando Gaviria (Quickstep) che ha saputo sempre anticipare Marcel Kittel (Katusha, su Canyon), Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) e Caleb Ewan (Mitchelton-Scott).

Per la generale ha brillato la stella di Egan Bernal (Team Sky) che in entrambe le due frazioni con arrivo in salita ha fatto il vuoto tra sé e i suoi avversari, in primo luogo Tejay Van Garderen (BMC), vincitore della cronometro di 34,7 chilometri.

Buone le prove di Adam Yates (Mitchelton-Scott), gemello del Simon Yates che si stava giocando il Giro d’Italia, e dell’italiano Edward Ravasi, dodicesimo nella generale.

Roson del team Movistar primo alla Vuelta Aragon

Corse Continental del mese di maggio

In un mese con sole tre corse di prima categoria, le squadre professional continental hanno avuto la possibilità di sfidarsi nelle tante gare dell’Europe Tour.

In questi eventi sparsi per il continente abbiamo visto alcuni corridori appartenenti a team World Tour, come Jaime Roson della Movistar vincitore della Vuelta Aragon su Canyon, Michael Albasini della Mitchelton-Scott, trionfante al Tour of Fjords e Jens Keukeleire della Lotto Soudal primo nella generale del Giro del Belgio.

In risalto anche il nostro Andrea Pasqualon (Wanty Groupe-Gobert) che fa suo il GP de Plumelec in Francia e Nacer Bouhanni (Cofidis), tre tappe vinte al Giro 2014, al GP Marcel Kint.

Maglia del team Mitchelton Scott

Hammer Stavanger: dal 25 al 27 maggio

L’Hammer Series Stavanger è una corsa a squadre di tre tappe, una per velocisti, una per scalatori e una dedicata all’inseguimento per team.

Le gare non hanno una classifica individuale e le prime due prove sono composte da più giri su un circuito, al termine di ognuno vengono assegnati dei punti alla squadra in base alle posizioni dei corridori.

Al termine delle due tappe in linea si delinea una classifica a punti, e nell’inseguimento a squadre la squadra in testa viene appunto inseguita dalle altre. Le differenze di tempo alla partenza sono stabilite su intervalli fissi per posizione, la prima a tagliare il traguardo vince la classifica generale.

Se lo scorso anno il team vincente è stato quello della Sky, nel 2018 ha trionfato l’australiana Mitchelton-Scott, vincitrice di tutte e tre le tappe.
Il podio viene completato dalle due americane, BMC e Trek-Segafredo. Ha partecipato anche l’italiana Nippo-Vini Fantini, piazzandosi però tredicesima su quattordici squadre presenti.

Conclusioni sulle corse di maggio

In questo interessantissimo mese di maggio abbiamo visto all’opera alcuni degli uomini di classifica più forti del movimento.

Abbiamo potuto apprezzare le gesta di Chris Froome, vincitore di tutte e tre le corse a tappe consecutive, la costanza di Tom Dumoulin, e le giovani speranze Miguel Angel Lopez e Richard Carapaz, i ciclisti del futuro prossimo.

Sicuramente dobbiamo elogiare le bellissime due prime settimane di Giro di Simon Yates, che solo nel finale si è dovuto arrendere a una condizione arrivata forse troppo presto.

Molto deludente Fabio Aru, il nostro uomo di fiducia, che però non è riuscito mai a tenere il passo dei migliori, arrendendosi a una forma mai trovata in tutta la stagione.

Per quanto riguarda i velocisti, Elia Viviani e Sam Bennett hanno sbaragliato la concorrenza alla corsa rosa, concorrenza che però ha preferito il Giro di California, dove il padrone assoluto è stato uno solo: Fernando Gaviria, capitano per gli sprint del Tour de France 2018.

Nel mese di giugno ci attenderanno i campionati nazionali, il Giro del Delfinato, con tutti i protagonisti della Grand Boucle, e il Giro di Svizzera per quanto riguarda le corse World Tour e alcune corse di secondo piano come il Giro di Slovenia e l’Adriatica Ionica Race per l’Europe Tour.

Invia a un amico










Inviare

iscrizione newsletter

Iscriviti alla newsletter di BiciLive.it


Ho letto e accetto le Politiche di Privacy

A proposito dell'autore

Ama scrivere fin da quando era piccolo e questo lo ha portato a raccontare storie sul suo sport preferito, il ciclismo. Un'attività fisica che prova anche a praticare sia per piacere sia soprattutto per capire le difficoltà, le fatiche ma anche le gioie e i successi dei campioni che ogni giorno ci emozionano sulle strade.