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Quella del 2018 è stata una stagione ciclistica lunga e molto emozionante che ha visto i campioni internazionali lottare nelle più belle volate e sulle più belle salite del mondo.

Abbiamo visto corridori affermarsi, emergere e confermarsi, altri invece non hanno rispettato le attese di inizio stagione e dovranno ricostruirsi nel 2019.

In questo articolo andremo ad analizzare tutti i protagonisti, nel bene e nel male, di questa stagione, affrontando gli aspetti principali di questo 2018.

L’impresa dell’anno: Chris Froome sul Colle delle Finestre

La presenza di Chris Froome (Team Sky) al Giro d’Italia 2018 è stata sicuramente contornata da critiche, sia per il caso ancora aperto della Vuelta di Spagna che lo ha visto positivo al Salbutamolo, sia per l’importante cachet che l’organizzazione gli ha riservato per vederlo al via in Israele.

Tuttavia il corridore britannico, grazie alla vittoria sul Monte Zoncolan e all’impresa nella 19esima tappa da Venaria Reale a Bardonecchia, ha fatto ricredere tutti gli scettici, che, per la prima volta, hanno dovuto inchinarsi alla grandezza del passista-scalatore, quattro volte vincitore del Tour de France.

In una tappa durissima, Chris Froome ha avuto il coraggio di attaccare la Maglia Rosa di Simon Yates e il diretto rivale Tom Dumoulin a ben 80 chilometri dal traguardo nella difficile ascesa del Colle delle Finestre.

Mentre Yates naufragava e perdeva ogni speranza di portare la rosa a Roma, Dumoulin ha condotto un mini gruppo di quattro corridori alla rincorsa del britannico. Una fatica del tutto inutile che ha visto anzi incrementare il vantaggio del ciclista della Sky.

Ottanta chilometri in solitaria che gli hanno permesso di arrivare al traguardo di Bardonecchia con 3 minuti sul secondo (Carapaz) e 3’23″ su Dumoulin, permettendogli di indossare il simbolo del primato fino alla fine del Giro d’Italia.

Chris Froome sul Colle delle Finestre

La classica monumento dell’anno: La Parigi-Roubaix di Sagan

Pensiamo alla stagione delle classiche e la nostra mente va subito a lui, al tre volte campione del mondo Peter Sagan.

Il corridore slovacco della Bora-Hansgrohe ha portato a casa la sua monumento preferita, quella dal punto di vista fisico e mentale più difficile: la Parigi-Roubaix. Erano 37 anni che la maglia iridata non vinceva nel velodromo della cittadina francese, l’ultimo a riuscirci fu Bernard Hinault.

L’azione da fuoriclasse di Sagan inizia ai meno 54,3 chilometri dal traguardo, ovvero quando decide, attaccando da solo, di scrollarsi di dosso tutti gli avversari diretti. Il corridore della Bora raggiunge i due fuggitivi (Wallays e Diller) e nei chilometri finali tenta l’impossibile per continuare la sua cavalcata senza compagni. L’unico a resistere fino al velodromo è lo svizzero Diller che però in volata è costretto a cedere nello sprint finale.

Grazie a questa vittoria Peter Sagan completa la doppietta Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix, dimostrandosi nuovamente il corridore più forte sulle pietre del nord.

La Parigi-Roubaix di Sagan nel 2018

La sorpresa più bella: Nibali alla Milano-Sanremo

La sorpresa più bella e lieta di questo 2018 è stata però la vittoria in trionfo di Vincenzo Nibali alla Milano-Sanremo. Lo scalatore siciliano in forza alla Bahrain-Merida è partito a tutta velocità sull’ultima asperità di giornata, il Poggio di Sanremo.

Nibali ha approfittato di un rallentamento del gruppo per partire in contropiede e per creare un gap importante che le squadre dei velocisti non sono riusciti a colmare.

Una discesa perfetta e un tratto finale di pianura sotto il massimo sforzo hanno lasciato al siciliano lo spazio necessario a resistere alla volata degli sprinters, regolati da Caleb Ewan e Arnaud Demare.

Per Vincenzo Nibali questa è stata una vittoria inaspettata ma molto importante: arricchisce il suo già lungo palmarès con una classica monumento non adatta alle sue caratteristiche, segno intangibile della grandezza di questo corridore, capace di vincere a ottobre al Giro di Lombardia e di ripetersi a marzo alla Milano-Sanremo.

Nibali alla Milano-Sanremo

Le volate dell’anno: da Viviani a Gaviria e Groenewegen

In questa stagione abbiamo assistito alla consacrazione di Elia Viviani su strada: dopo aver vinto tutto su pista, il veronese della Quickstep-Floors inizia a vincere corse di primissimo livello anche su strada.

Elia ha infatti trionfato fin da inizio stagione al Tour Down Under, passando per Abu Dhabi, Belgio e soprattutto Giro d’Italia, dove è riuscito a portarsi a casa ben tre tappe e la maglia ciclamino della classifica a punti.

Ma l’oro olimpico di Rio 2016 dell’Omnium non si è certo fermato: dopo la corsa rosa ha vinto anche il Campionato italiano in linea, la classica di Amburgo davanti a Demare e Kristoff e tre tappe alla Vuelta di Spagna. L’anno prossimo lo attendiamo al Tour de France 2019.

Per coloro che hanno deciso di puntare sul Tour dobbiamo dare merito a Fernando Gaviria, Peter Sagan e Dylan Groenewegen, capaci di vincere due tappe a testa alla Grand Boucle 2018.

La sfida è stata intensissima, le volate sono state molto tirate e il vincitore era sempre un’incognita. Pensiamo che Gaviria e Groenewegen sono giovanissimi: il colombiano che nel 2019 andrà alla UAE Team Emirates ha solo 24 anni ed è stato capace di vincere la prima tappa e di indossare per un giorno la maglia gialla, l’olandese ha soltanto un anno in più del suo rivale. Saranno loro i protagonisti delle volate nel prossimo futuro, ne vedremo delle belle.

Elia Viviani nel giro d'italia 2018

Lo sfortunato dell’anno: Richie Porte

Ormai possiamo considerarlo il corridore più sfortunato della storia del ciclismo moderno. Richie Porte nei grandi giri non si è mai piazzato in una buona posizione in classifica, sebbene ogni anno parta come uno dei favoriti alla vittoria finale.

Puntualmente, non per demeriti suoi, cadute, forature e incidenti meccanici, lo mettono fuori gioco e lo allontanano dalle parti alte della classifica.

Quest’anno al Tour de France 2018 la sfortuna lo ha toccato di nuovo: partiva nel suo nuovo team (BMC) come uno dei protagonisti ma dopo pochissime tappe una brutta caduta lo ha costretto al ritiro, esattamente come nel 2017, quando cadde in una discesa della Grand Boucle.

Richie Porte durante una gara

Le delusioni dell’anno: Fabio Aru e Nairo Quintana

A detta di tutti Fabio Aru (UAE Team Emirates) e Nairo Quintana (Movistar) sono stati le più grandi delusioni di questa stagione.

Entrambi non hanno mai avuto il colpo di pedale giusto per seguire i migliori, non sono mai stati in classifica nei grandi giri. Se però il colombiano è riuscito a vincere una tappa di montagna al Tour de France e a piazzarsi in decima posizione nella generale, il sardo si è ritirato al Giro d’Italia ed è uscito di classifica alla Vuelta, cogliendo come migliore risultato un quarto posto di tappa alla Tirreno-Adriatico.

Quella del 2019 sarà la stagione forse più importante per i due corridori, sia al Giro d’Italia 2019 che al Tour, avranno l’occasione per mostrare le loro vere qualità di scalatori puri e per cogliere almeno un podio in una delle tre grandi corse a tappe del circuito World Tour.

Da italiani attendiamo Fabio Aru, capace di farci emozionare con le vittorie di tappa e i due podi al Giro, con la vittoria della maglia rossa alla Vuelta di Spagna e con la conquista della maglia gialla per qualche giorno al Tour de France, ma da un po’ di tempo sparito dai radar dei più grandi favoriti.

Fabio Aru grande delusioni di questa stagione

Pronti alla stagione 2019

Dopo un’annata così ricca di emozioni è lecito attenderci un’altrettanto importante stagione il prossimo anno. Tra cambi di casacca, conferme e corridori emergenti siamo pronti ad assistere a un altro anno di grande ciclismo.

Siete pronti?

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A proposito dell'autore

Ama scrivere fin da quando era piccolo e questo lo ha portato a raccontare storie sul suo sport preferito, il ciclismo. Un'attività fisica che prova anche a praticare sia per piacere sia soprattutto per capire le difficoltà, le fatiche ma anche le gioie e i successi dei campioni che ogni giorno ci emozionano sulle strade.